Copernicus – Candlemass

Copernicus (Copernico) è la traccia numero quattro dell’ottavo album omonimo dei Candlemass, pubblicato il 3 maggio del 2005.

Formazione Candlemass (2005)

  • Messiah Marcolin – voce
  • Mats Mappe Björkman – chitarra
  • Lars Johansson – chitarra
  • Leif Edling – basso
  • Jan Lindh – batteria

Traduzione Copernicus – Candlemass

Testo tradotto di Copernicus (Edling) dei Candlemass [Nuclear Blast]

Copernicus

Our names are written
on the stars on heaven’s tree
Yes, nine by nine they die,
just like you and me
These peerless eyes
look down, giving us our choices
Each one calls out, a universe of voices

These are the ancient fathers,
the laws that bind us all
White jewels of mystery,
mirrors for our souls
They spoke of life and death, love and history
Today the stars are for fools and vanity

And there’s Orion and there’s the Zodiac
If you look close, they’re needles in a stack
And you saw, in your telescope on earth
Copernicus, the order of the worlds

Evening caress
Always yearning
I must confess
The stars aren’t burning

Copernicus

The sky is full of shining
crosses for our sins
Each one a monument
for what ends and what begins
Small emerald satellites,
orbiting so fast
Will they be gone tomorrow,
just like painted glass?

If I had wishes,
I would shout to you and scream
But now I realize,
you’re like young dying streams
I’m in the real world,
with people, crises and scars
Copernicus, I don’t care about your stars

Evening caress
Always yearning
I must confess
The stars aren’t burning

Copernicus

Copernico

I nostri nomi sono scritti
sulle stelle e sull’albero del paradiso
Sì, muoiono a nove a nove,
proprio come noi
Questi occhi impareggiabili guardano
verso il basso, ci danno le nostre scelte
E ognuna di esse porta con sé un universo di voci

Questi sono gli antichi padri,
le leggi che ci accecano
I bianchi gioielli del mistero,
specchi per le nostre anime
Loro parlano di vita e morte, di amore e storia
Oggi le stelle sono per gli stupidi e i vanitosi

E c’è Orione e c’è lo Zodiaco
se guardi da vicino, sono aghi in un pagliaio
Ed hai visto, nel tuo telescopio sulla terra
Copernico, l’ordine dei mondi

La sera mi accarezza
Lo desidero sempre
Devo confessarlo
Le stelle non stanno bruciando

Copernico

Il cielo è pieno di croci che brillano
a causa dei nostri peccati
Ognuna è un monumento
per ciò che finisce e ciò che inizia
Piccoli satelliti di smeraldo
che orbitano così velocemente
Domani se ne saranno andati
come il vetro dipinto?

Se avessi avuto dei desideri,
ti avrei urlato contro
Ma adesso capisco,
che voi siete come giovani torrenti morenti
Io sono nel vero mondo,
con vera gente, vere crisi e vere cicatrici
Copernico, non me ne frega delle tue stelle

La sera mi accarezza
Lo desidero sempre
Devo confessarlo
Le stelle non stanno bruciando

Copernico

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