Funeral thirst – The Black Dahlia Murder

Funeral thirst (Sete funeraria) è la traccia numero due del primo album dei The Black Dahlia Murder, Unhallowed pubblicato il 17 giugno del 2003. [♫ video ufficiale ♫]

Formazione The Black Dahlia Murder (2003)

  • Trevor Strnad – voce
  • Brian Eschbach – chitarra
  • John Kempainen – chitarra
  • David Lock – basso
  • Cory Grady – batteria

Traduzione Funeral thirst – The Black Dahlia Murder

Testo tradotto di Funeral thirst (Strnad) dei The Black Dahlia Murder [Metal Blade]

Funeral thirst

The brightest full moon light
entrances me.
It calls me forth.
Yet I have not the strength to move.
In stasis,
I rot away and dream…
Dream of the touch of another’s hand.

I am to be a meal of starved worms.
My nerves are twisting
for the light of my salvation.
I rest
(I rest…)
beneath where I remain,
as cold as clay.
Eternal pain is swelling in my joints.

Somewhere within me,
a flame is slowly born.
Inside this shell of bloated flesh,
grows life anew.
Infernal, the moon distorts my mind.
My veins jolt back to life,
pushing the fluids of the damned.

I seek
(I seek…)
to bathe my fetid flesh
in crimson spray.
My body writhes
without consent of conscience.
I lift
(I lift…)
the lid.
The pounds of dirt shall not subdue.
I shall walk the earth once more.

From beyond the strings are pulled.
I know not what has made me this way.
The animation of my rigid corpse.
I shall abandon my coffin of premature fate.

All the words of the preacher.
All the tears of my family in vain.
I shall again walk amongst them.
My penance with blood be repaid.
Repaid!

Dead hand grasps for
the still night air.
I am now free to maim.

There cannot be a god,
for he would not forgive this.
Despicable inhuman monster,
rotten, twisted and deformed.
I am now a tool
of my unholy instinct.
Entrails strewn at my bidding.
A mockery of all I was.

I seek
(I seek…)
to bathe my fetid flesh
in crimson spray.
My body writhes
without consent of conscience.
I lift
(I lift…)
the lid.
The pounds of dirt shall not subdue.
I shall walk the earth once more.

From beyond the strings are pulled.
I know not what has made me this way.
The animation of my rigid corpse.
I shall abandon my coffin of premature fate.

All the words of the preacher.
All the tears of my family in vain.
I shall again walk amongst them.
My penance with blood be repaid.
Repaid!

Sete funeraria

Il più sgargiante chiaro di luna
m’affascina.
Mi chiama innanzi.
Ancor non ho la forza per muovermi.
In stasi,
marcisco e sogno…
Sogno il tocco d’un’altra mano.

Son destinato ad esser pasto d’affamate larve.
I miei nervi stan vorticando
per la luce della mia salvezza.
Riposo
(Riposo…)
al di sotto del luogo in cui perduro,
gelido come l’argilla.
L’eterno dolore s’accresce nelle mie membra.

In qualche recondito angolo dentro me,
una fiamma flemmatica sta nascendo.
Dentro questo guscio di carne rigonfia,
nuovamente si riproduce la vita.
Infernale, la luna altera la mia psiche.
Le mie vene sobbalzano alla vita,
pompando i fluidi dei dannati.

Cerco
(Cerco…)
di detergere la mia fetida carne
in un purpureo zampillare.
Il mio corpo si dimena
senza consenso della coscienza.
Sollevo
(Sollevo…)
il coperchio.
Le libbre di terriccio non mi domeranno.
Vagherò per la terra ancora una volta.

Dall’aldilà i fili vengon tesi.
So bene chi m’ha reso così.
L’animazione del mio rigido corpo.
Abbandonerò il mio feretro d’un fato prematuro.

Tutte le parole del sacerdote.
Tutte le lacrime della mia famiglia vane.
Camminerò ancora tra di loro.
Il mio dolore verrà ripagato col sangue.
Ripagato!

Morte mani tentan d’afferrare
il quieto etere notturno.
Ora son libero di mutilare.

Non vi può esser un dio,
poiché esso non potrebbe perdonare ciò.
Iniquo mostro disumano,
putrefatto, contorto e deforme.
Io ora son uno strumento
del mio sacrilego istinto.
Viscere sparse a mia richiesta.
Io non son altro che una parodia di tutto ciò.

Cerco
(Cerco…)
di detergere la mia fetida carne
in un purpureo zampillare.
Il mio corpo si dimena
senza consenso della coscienza.
Sollevo
(Sollevo…)
il coperchio.
Le libbre di terriccio non mi domeranno.
Vagherò per la terra ancora una volta.

Dall’aldilà i fili vengon tesi.
So bene chi m’ha reso così.
L’animazione del mio rigido corpo.
Abbandonerò il mio feretro d’un fato prematuro.

Tutte le parole del sacerdote.
Tutte le lacrime della mia famiglia vane.
Camminerò ancora tra di loro.
Il mio dolore verrà ripagato col sangue.
Ripagato!

* traduzione inviata da Stefano Quizz

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