Harvest – Opeth

Harvest (Raccolto) è la traccia numero tre del quinto album degli Opeth, Blackwater Park, pubblicato il 27 febbraio del 2001.

Formazione Opeth (2001)

  • Mikael Åkerfeldt – voce, chitarra
  • Peter Lindgren – chitarra
  • Martin Mendez – basso
  • Martin Lopez – batteria

Traduzione Harvest – Opeth

Testo tradotto di Harvest (Åkerfeldt) degli Opeth [Music For Nations]

Harvest

Stay with me awhile
Rise above the vile
Name my final rest
Poured into my chest

Into the orchard I walk
peering way past the gate
Wilted scenes for us
who couldn’t wait
Drained by the coldest caress,
stalking shadows ahead
Halo of death,
all I see is departure
Mourner’s lament,
but it’s me who’s the martyr

Pledge yourself to me
Never leave me be
Sweat breaks on my brow
Given time ends now

Into the orchard I walk
peering way past the gate
Wilted scenes for us
who couldn’t wait
Drained by the coldest caress,
stalking shadows ahead
Halo of death,
all I see is departure
Mourner’s lament,
but it’s me who’s the martyr

Spirit painted sin
Embers neath my skin
Veiled in pale embrace
Reached and touched my face

Into the orchard I walk
peering way past the gate
Wilted scenes for us
who couldn’t wait
Drained by the coldest caress,
stalking shadows ahead
Halo of death,
all I see is departure
Mourner’s lament,
but it’s me who’s the martyr

Raccolto

Resta un po’ con me
Ascendi oltre l’orrido
Dai un nome al mio ultimo riposo
Diffuso nel mio petto

Cammino nel frutteto scrutando
la via oltre il cancello
Scene avvizzite per noi
che non potremmo aspettare
Svuotato dalla più fredda carezza,
ombre perseguitanti innanzi
Aura di morte,
tutto ciò che vedo è la dipartita
Il lamento dei luttuosi
ma sono io il martire

Prometti te stesso a me
Non lasciarmi mai essere
Il sudore si ferma sulle mie ciglia
Il tempo a disposizione finisce adesso

Cammino nel frutteto scrutando
la via oltre il cancello
Scene avvizzite per noi
che non potremmo aspettare
Svuotato dalla più fredda carezza,
ombre perseguitanti innanzi
Aura di morte,
tutto ciò che vedo è la dipartita
Il lamento dei luttuosi
ma sono io il martire

Spirito dipinto dal peccato
Le braci sotto la mia pelle
Velate in un diafano abbraccio
Che ha raggiunto e toccato il mio viso

Cammino nel frutteto scrutando
la via oltre il cancello
Scene avvizzite per noi
che non potremmo aspettare
Svuotato dalla più fredda carezza,
ombre perseguitanti innanzi
Aura di morte,
tutto ciò che vedo è la dipartita
Il lamento dei luttuosi
ma sono io il martire

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