In hell is where she waits for me – The Black Dahlia Murder

In hell is where she waits for me (Negl’Inferi è dov’essa m’attende) è la traccia che apre il sesto album dei The Black Dahlia Murder, Everblack, pubblicato l’11 giugno del 2013. Il brano narra in prima persona i pensieri folli e perversi di un uomo durante il funerale della donna che ha stuprato ed assassinato. Nel testo vi sono due citazioni: la prima, che introduce la canzone, è il salmo 23, scritto da re Davide, contenuto nell’Antico Testamento; la seconda, verso metà canzone, è un passo del brano “To each his own” del musicista country Roy Drusky (“A rose must remain with the sun/And the rain or its lovely promise/Won’t come true.”).

Formazione The Black Dahlia Murder (2013)

  • Trevor Strnad – voce
  • Ryan Knight – chitarra
  • Brian Eschbach – chitarra
  • Max Lavelle – basso
  • Alan Cassidy – batteria

Traduzione In hell is where she waits for me – The Black Dahlia Murder

Testo tradotto di In hell is where she waits for me (Strnad) dei The Black Dahlia Murder [Metal Blade]

In hell is where she waits for me

“1: The Lord is my shepherd;
I shall not want.
2: He maketh me to lie down in green pastures;
He leadeth me beside the still waters.
3: He restoreth my soul;
He leadeth me in the paths of righteousness
for His name’s sake.
4: Yeah, though I walk
through the valley of the shadow of death,
I will fear no evil,
for Thou art with me.”

I watch the bitter tears
Slalom down grief stricken faces
For a moment time I feel
I am the god of which they speak

Under the guise of anonymity
I masquerade in thrilling mockery
An erection juts begrudgingly
from twixt my silken Sunday pleats

The coffin is sealed
Face to go unrevealed
But I dare know
What lies underneath

Two bloodless halves
Of a dark flower dead
Whose dream turned the nightmare
That dwells beneath our darkened beds

How pathetically I broke her
Like a doll of porcelain
I found her primed for a raping
That could never be

In wanton fallacy
The temptress played deceiving
Taunting charming fools like me
Her silhouette’s an hourglass
Whose sands of time would empty fast

“A rose must remain with the sun
And the rain or its lovely promise
Won’t come true.”

Then call me the nightfall
The colder than death
A winter unending
That’s stolen her breath

Dead!
Dead and famous
At last she’s made it
Her mangled face
Haunting shameless

The death of peace
Endarkened times
Crowned an immortal
Yet stricken of life

The headlines read
“Young Starlet… Dead…”
Drained of her lifeblood
And nourished with shit

Sodomized
Defeminized
Silent the victor
Vengeance is mine

In hell
In hate

In hell is where she waits for me
Seductress burns in sin
The succubus deceased

The funeral has ceased
You can all rest at ease
My desire be not to kill again
I’ll now disappear
Leaving legend to fear
So lock every door tight
From now until eternity

Dead and famous
At last she’s made it
Her mangled face
Haunting shameless

The death of peace
Endarkened times
Crowned an immortal
Yet stricken of life

The headlines read
“Young Starlet… Dead…”
Drained of her lifesblood
And nourished with shit

Sodomized
Defeminized
I am the victor
Vengeance is mine

I watched the bitter tears
Slalom down grief stricken faces
For a moments time I feel
I am the god of which they speak

I, the misogynist
Her crooked smile
My seal of hatred
Incarnate of the Beast
The god of which they speak

Negl’Inferi è dov’essa m’attende

“1: Il Signore è mio pastore;
Non manco di nulla.
2: Su pascoli erbosi mi fa riposare;
Ad acque tranquille mi conduce.
3: Mi rinfranca;
Mi guida per il giusto cammino,
Per amore del suo nome.
4: Sì, se dovessi camminare
Per una valle oscura di morte,
Non temerei alcun male,
Perché tu sei con me.”

Osservo lacrime amare
Scorrer su volti affranti dall’afflizione
Per solo un attimo ho percepito
D’esser il dio di cui essi parlano

Sotto la veste dell’anonimato
Mi maschero in un’emozionante parodia
Un edificio sporge invidioso
Dalle pieghe della mia Domenica

Il feretro è sigillato
Immagine che dev’esser celata
Ma io oso conoscer
Cosa giace al di sotto

Due esangui metà
D’una tetra gemma appassita
I cui sogni si son tramutati in incubi
Che dimorano sotto i nostri bui giacigli

Quanto pateticamente l’ho infranta
Come una bambola di porcellana
La trovai adatta per uno stupro
Come mai ce ne fossero stati

In una lasciva falsità
La tentatrice mi raggirò
Deridendo gli splendidi folli come me
Le sue curve erano una clessidra
Le cui sabbie del tempo si svuotavan celeri

“Una rosa deve rimanere col sole
O la pioggia e la sua bella promessa
Non si avverereranno.”

Poi chiamò dinnanzi a me il crepuscolo
Più gelido della morte
Un inverno imperituro
Che fu rapito dal suo respiro

Morto!
Morto e celebre
Infine essa lo plasmò
Il suo volto sfigurato
Sfacciataggine ossessiva

La morte della quiete
Tempi oscurati
Incoronarono un immortale
Non ancor affranto dall’esistenza

Il titolo diceva
“Giovane Starlet… Trapassata…”
Prosciugata della sua linfa vitale
E nutrita con lo sterco

Sodomizzata
Defeminizzata
Tacito è il vincitore
La vendetta è mia

Agl’inferi
Nell’odio

Negl’inferi è dov’essa m’attende
Seduttrice che arde nel peccato
La succube deceduta

Il funerale è cessato
Potete voi tutti ora riposare nel sollievo
Mio desiderio è di non uccider ancora
Adesso svanirò
Lasciandovi una leggenda da temere
Perciò sprangate ogni singola porta
Da qui all’eternità

Morto e celebre
Infine essa lo plasmò
Il suo volto sfigurato
Sfacciataggine ossessiva

La morte della quiete
Tempi oscurati
Incoronarono un immortale
Non ancor affranto dall’esistenza

Il titolo diceva
“Giovane Starlet… Trapassata…”
Prosciugata della sua linfa vitale
E nutrita con lo sterco

Sodomizzata
Defeminizzata
Io son il vincitore
La vendetta è mia

Osservo lacrime amare
Scorrer su volti affranti dall’afflizione
Per solo un attimo ho percepito
D’esser il dio di cui essi parlano

Io, il misogino
Il suo sorriso deforme
Io mio sigillo d’odio
Incarnazione della Bestia
Il dio di cui essi parlano

* traduzione inviata da Stefano Quizz

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