Hope – Anathema

Hope (Speranza) è la traccia numero sei del terzo album dei Anathema, Eternity, pubblicato l’11 novembre del 1996. È una cover di un brano di Roy Harper incluso nell’album Whatever Happened to Jugula del 1985.

Formazione Anathema (1996)

  • Vincent Cavanagh – voce, chitarra
  • Daniel Cavanagh – chitarra, tastiere
  • Duncan Patterson – basso, pianoforte
  • John Douglas – batteria
  • Michelle Richfield – voce femminile

Traduzione Hope – Anathema

Testo tradotto di Hope (David Gilmour, Roy Harper) degli Anathema [Peaceville Records]

Hope

“I was not put here by anyone in fear
I came alone as me
Just an idea in a long chain of discovery
Surrounded by the same you

Sometimes your tide pulls me out to sea
And I die in a thrashing curse
Sometimes we are kind
More often, I doze
So far up the beach
that those who try to reach
are burnt alive in the searing
heat of the desert of my dispassion
So far removed,
I never hear the water
‘Cept once or twice a month
when I see a mirror

And I refuse to believe in some
of the things that are said to be here
Let alone those that are not
I’m trying to change my direction
Ours is pathetic in my
own humble estimation

I love the planet
The great benign she-wolf
Benefactor
Spinning gently on towards
the red giant four aeons hence
When all the rose gardens
are consumed in the flash-fire
of flying time
She’ll leave alone to you”

When you look at me
From your own century
I may seem to be
Strange archeology
But when the winds blow
From this direction
You may sense that I’m
In your reflection
I think I feel you
But I will never know
As the swallows leave
And the children grow

I wanted to live forever
The same as you will too
I wanted to live forever
And everybody knew

When I caught you there
In tomorrows mirror
I thought I felt you
Jump out of my skin
Throwing oil into
My blazing memories
Filling empty footsteps
I was standing in

I wanted to live forever
The same as you will too
I wanted to live forever
And everybody knew

As the falling rain
Of the northern jungle
Hanging droplets on the leaves
Bombards my brain
I hear you
Across the room
A sea of daffodils spring into bloom
You are the mist
The frost across my window pane
And again

She moves her body
And her whispers weave
And the world spins
And tells me that
I’ll never want to leave

As I think of you
From this dark century
I will always be
With generosity
That we both may share
The hope in hearing
That we’re not just
Spirits disappearing

Speranza

Non sono stato messo in paura da nessuno qui
Sono venuto solo come me
Solo un’idea in una lunga catena di scoperta
Circondato dallo stesso te

A volte la tua marea mi spinge fuori dal mare
E muoio in una maledizione che percuote
A volte siamo educati
Più spesso, mi appisolo
Così lontana la spiaggia
che quelli che provano a raggiungerla
vengono bruciati vivi
nel calore bruciante del deserto della mia apatia
Spostato così lontano,
non sento mai l’acqua
Eccetto una volta o due al mese
quando vedo lo specchio

E mi rifiuto di credere in qualcuna
delle cose che sono dette per essere qui
Lascia quelli che non lo sono
Sto cercando di cambiare la mia direzione
Le noste sono patetiche
a mio misero giudizio

Io amo il pianeta
La grande lupa benigna
Benefattice
Ruotando gentilmente verso
il gigante rosso 4 eoni fa’
Quando tutte le rose del giardino
sono consumate nel fuoco lampo
del tempo che vola
Lei ti lascerà solo

Quando mi guardi
Dal tuo secolo
Io posso sembrare di essere
Strana archeologia
Ma quando soffia il vento
Da questa direzione
Tu puoi sentirmi qui
Nel tuo riflesso
Credo di sentirti
Ma non saprò mai
Come se ne va l’abisso
E i bambini crescono

Io volevo vivere per sempre
Anche la tua volontà è la stessa
Io volevo vivere per sempre
E nessuno sapeva

Quando ti ho preso lì
Nello specchio del domani
credevo di sentirti
Saltare fuorio dalla mia pelle
Gettando olio nei
Miei ricordi in fiamme
Riempiendo passi vuoti
Io rimanevo

Io volevo vivere per sempre
Anche la tua volontà è la stessa
Io volevo vivere per sempre
E tutti sapevano

Mentre la pioggia che cade
Dalla giungla nord
Goccioline pendono sulle foglie
Bombarda il mio cervello
Io ti sento
Attraverso la stanza
Un mare di narcisi in fiore
Tu sei la nebbia
Il gelo nei vetri della mia finestra
E di nuovo

Lei muove il suo corpo
E i suoi sussurri tessono
E il mondo pedala
E mi dice che
non avrei mai voluto andarmene

Quando ti penso
Da questo secolo buio
Sarò sempre
Con genrosità
Che noi due entrambi potremmo condividere
La speranza nell’ascoltare
Che non siamo solo
Spiriti che scompaiono

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