Los renglones torcidos de dios – Mägo de Oz

Los renglones torcidos de dios (Le righe storte di Dio) è la traccia numero tredici del quinto album dei Mägo de Oz, Finisterra, pubblicato il 14 maggio del 2000.

Formazione Mägo de Oz (2000)

  • Jose “El Rey” – voce
  • Carlitos – chitarra
  • Frank – chitarra
  • Salva – basso
  • Txus Di Fellatio – batteria
  • Sergio Cisneros – tastiere
  • Mohamed – violino
  • Fernando Ponce de León – flauti, cornamuse

Traduzione Los renglones torcidos de dios – Mägo de Oz

Testo tradotto di Los renglones torcidos de dios (Txus) dei Mägo de Oz [Locomotive Music]

Los renglones torcidos de dios

Igual que ayer
Llovía tristeza
Como estrella fugaz
Que muere discreta, efímera
Sin dejar rastro al marchar

Hoy la mañana tiene la tontería
Y la mirada del Sol
Está cansina, legañosa y hastía
Despliega sus rayos con sopor

Estorba la mañana a quien
No es capaz de comprender
Que tres y seis no son diez
Que es quien es y no quien cree

Ahogar la locura es como intentar
Tapar y ocultar con un dedo el Sol
Parir pensamientos es como vaciar
Sólo con mis manos el mar

Vivo dentro de esta jaula de huesos
Mi mente un día echó a volar
Más allá del país de las maravillas
Alicia un día le oyó preguntar
Por el camino hacia la tierra de Oz
En busca de lucidez y razón
Salir de su celda, que es para él la realidad
Dar con la llave oculta en su interior

Pues yo quiero desnudar
mi alma de tinieblas ya
Pues yo quiero despertar
y saber por qué amar

Ahogar la locura es como intentar
Tapar y ocultar con un dedo el Sol
Parir pensamientos es como vaciar
Sólo con mis manos el mar

Dame la paz… y te alzaré un templo
Hazles callar… hay voces aquí
Dame la paz… pues busco y no encuentro
El camino de vuelta a vivir

Le righe storte di Dio

Come ieri
pioveva tristezza
come una stella cadente
che muore discretamente, effimera,
senza lasciare traccia quando va via

Oggi la mattina è una sciocchezza
e lo sguardo del Sole.
È annoiato, ha le occhiaie ed è disgustato,
dispiega i suoi raggi con sopore.

Intralcia la mattina a chi
non è capace di comprendere
che tre e sei non fanno dieci,
ed è chi è e non chi crede di essere.

Affogare la pazzia è come provare
a tappare e occultare con un dito il Sole.
Partorire pensieri è come svuotare
il mare solo con le mie mani.

Vivo dentro questa gabbia di ossa,
la mia mente un giorno è volata via
oltre il paese delle meraviglie,
Alice un giorno la sentì chiedere
indicazioni per la terra di Oz,
in cerca di lucidità e ragione,
uscire dalla sua cella, che è per lui la realtà
dare la chiave nascosta nel suo interiore.

Perché voglio denudare
la mia anima dalla nebbia
Perché voglio risvegliarmi
e sapere perché amare.

Affogare la pazzia è come provare
a tappare e occultare con un dito il Sole.
Partorire pensieri è come svuotare
il mare solo con le mie mani.

Dammi la pace… e ti innalzerò un tempio.
Falle tacere… ci sono voci qui.
Dammi la pace… poiché cerco e non trovo
il cammino di ritorno per vivere.

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