Miriam – King Diamond

Miriam è la traccia numero quattro del decimo album di King Diamond, Abigail II: The Revenge, pubblicato il 29 gennaio del 2002.

Formazione King Diamond (2002)

  • King Diamond – voce, tastiere
  • Andy LaRocque – chitarra
  • Mike Wead – chitarra
  • Hal Patino – basso
  • Matt Thompson – batteria

Traduzione Miriam – King Diamond

Testo tradotto di Miriam (Diamond) di King Diamond [Metal Blade]

Miriam

Curtains of black were inside the room
Shutting out the light,
the light that always hurt his eyes
There was nothing bright
in this entire mansion… no, no
Except for the candlelight…
the light… and the fire that burned real slow

Oh Miriam… why did you have to go and die?

Curtains of black were inside the room
Abigail was not alone,
there was someone else in here too
“Come closer dear”,
said the shadow in the wheelchair
“Stand by the fireplace,
so I can better see your face”

Oh Miriam, why did you have to go and die?

The shadow could not believe,
the likeness in her face
It looked as if his Miriam
had come back from the grave
“I am Count de La Fey, and you are?”
“Abigail”, she whispered
and shivered to the bone
“Can I?”, he said
“Can I,.. can I call you Miriam?”

“Miriam… or Abigail is fine
You can even call me Lucy
for it is just a name”

He struggled out of the wheelchair
Since his fall many years ago
Now he could only walk by a cane,
what a shame

“Don’t move! Stay where you are”,
and then he was right behind her
Touching her long black hair,
he was breathing much harder now
Then he grabbed her head

In the pain she screamed as he
Yanked out a lock of that beautiful hair,
oh dear oh dear oh dear

He quickly struggled across
the floor to a smaller cabinet
Behind glass door it said:
“To My beloved Dear”
It was then he started to compare,
and she saw the other HAIR
In his twisted mind,
she was back, but why
“I must retire my dear in order to prepare
You should do the same, tomorrow an heir”

Miriam

Teli neri erano dentro la stanza
Lasciando fuori la luce,
la luce che faceva sempre male ai suoi occhi
Non c’era niente che brillava
in questa intera villa…no, no
Fatta eccezione per la luce della candele…
la luce… e il fuoco che bruciava molto piano

Oh Miriam… perché devi andare e morire?

Teli neri erano dentro la stanza
Abigail non era sola
c’è qualcun altro anche qui
“Vieni vicino tesoro”
disse l’ombra sulla sedia a rotelle
“Stai vicino al camino,
così posso vedere meglio la tua faccia”

Oh Miriam… perché devi andare e morire?

L’ombra non poteva credere
alla somiglianza nella sua faccia
Sembrava come se la sua Miriam
fosse tornata dalla tomba
“Sono il Conte de La Fey, e tu sei?”
“Abigail, sussurrò
e rabbrividì fino alle ossa”
“Posso?” disse
“Posso… chiamarti Miriam?”

“Miriam … o Abigail va bene
Puoi anche chiamarmi Lucy
perché è solo un nome”

Lui lottò per alzarsi dalla sedia a rotelle
dove era caduto molti anni fa
Ora poteva solo camminare con un bastone
che peccato

“Non muoverti! Resta dove sei”
e poi lui fu proprio dietro lei
toccando i suoi lunghi capelli neri
respirava più a fatica adesso
poi le afferrò la testa

Lei gridò di dolore mentre lui
strappava una ciocca di quei meravigliosi capelli
oh cara, oh cara oh cara

Lui si mosse con fatica attraverso
il pavimento verso un piccolo armadio
Dietro la porta di vetro disse
“Alla mia cara amata”
Fu allora che lui inizio a fare dei confronti
e lei vide gli altri capelli
Nella sua mente contorta,
lei era tornata, ma perché
“Mi devo ritirare, mia cara, per preparami
Tu dovresi fare lo stesso, domani un erede”

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