Passage of the crane – Heaven Shall Burn

Passage of the crane (Il passaggio della gru) è la traccia numero tre del nono album degli Heaven Shall Burn, Wanderer, pubblicato il 16 settembre del 2016. [♫ video ufficiale ♫]

Formazione Heaven Shall Burn (2016)

  • Marcus Bischoff – voce
  • Maik Weichert – chitarra
  • Alexander Dietz – chitarra
  • Eric Bischoff – basso
  • Christian Bass – batteria

Traduzione Passage of the crane – Heaven Shall Burn

Testo tradotto di Passage of the crane degli Heaven Shall Burn [Century Media]

Passage of the crane

I was born into this terror,
unsuspecting as I was
Just a lifeward child,
not aware of all the misery
No idea of the blame this world
already had to shoulder
As an untold crime
came down and sealed my fate
No premonition of the doom impending
Not knowing of my strife for life to come
Soon gone were the years of my levity
Eleven summers before darkness fell

Keep this paper crane, one of a thousand
There never was a guilt to burden myself
My hopeless cry, it went unheard
And unlike me, you knew
there were no gods to save me

Still no idea of the blame
This world would have shoulder
As for one last time I bid the cranes farewell
Passing by like timid ghosts
Summoners of a placid world
Never reaching me
Masters of a peaceful life
Moving on to stainless shores
Never teaching me

Now I lay my aching hands to rest
As I bid my crane farewell
And I wish for an echo of my forlorn life
To be your melody

See this paper crane, one of a thousand
There never was a guilt to burden myself
My hopeless cry, it went unheard
And unlike me you knew,
there were no gods to save me
All hope in vain, you just murdered them
Banished the crane from the meadows of this life

Il passaggio della gru

Sono nato in questo terrore,
ignaro di come ero
solo un bimbo verso la vita,
non a conoscenza di tutta la miseria
Nessuno idea della colpa che questo mondo
aveva già sulle spalle
Mentre un crimini incalcolabile
è sceso e sigillato il mio destino
Nessun presentimento del destino imminente
Non sapendo degli sforzi che avrei affrontato
Subiti finiti gli anni della mia leggerezza
Undici estati prima che cadesse l’oscurità

Custodisci questa gru di carta, una su mille
Non c’è mai stata una colpa a gravare su di me
Il mio grido disperato, è rimasto inascoltato
e a differenza di me, tu sapevi
che non c’era nessun Dio a salvarmi

Ancora nessuna idea della colpa
che questo mondo dovrebbe avere sulle spalle
Per l’ultima volta pongo il mio saluto alle gru
che passano come timidi fantasmi
Evocatori di un mondo placido
che non mi ha mai raggiunto
Maestri di una vita tranquilla
Muovendo verso sponde immacolate
che non mi hanno mai insegnato

Ora stendo le mie mani doloranti per riposare
mentre pongo il mio saluto alla gru
e vorrei che un eco della mia vita sconsolata
sia la tua melodia

Custodisci questa gru di carta, una su mille
Non c’è mai stata una colpa a gravare su di me
Il mio grido disperato, è rimasto inascoltato
e a differenza di me, tu sapevi
che non c’era nessun Dio a salvarmi
Ogni speranza invano, tu le hai uccise
Hai bandito le gru dai prati di questa vita

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