Predator – Carnivore

Predator (Predatore) è la traccia numero tre dell’album omonimo d’esordio dei Carnivore, pubblicato nel novembre del 1985.

Formazione Carnivore (1985)

  • Lord Petrus Steele – voce, basso
  • Keith Alexander – chitarra
  • Louis Beateaux – batteria

Traduzione Predator – Carnivore

Testo tradotto di Predator (Steele) dei Carnivore [Roadrunner]

Predator

They live beneath the ruined city
Call the subways “home”
Anxiously wait to see the sun
And a land as of yet unknown

Gone below to escape the death
Of the nuclear winter
Ice and darkness due penance
For sinners

Six generations, 200 years
Later their ancestors
crawl from their holes
Hungry and frightened and barely surviving
They’re tired of living like moles

Up on the surface
a fate worse than dying
Meeting the end
of the food chain
Teeth yielding pain

I sense that living human beings
Dwell below my feet
An important source of protein
You are what you eat

Post Armageddon, neo-barbaric
The nuclear warriors due battle
To satiate our hunger
We breed human beings as cattle

Hunting in packs, ready for the attack
We eat our prey,
raw-rabid animals
Frothing and ripping the carcass
We’re stripping our own yes,
we’re cannibals

Eat or eaten beat or beaten
I am on my life rest assure
A predator

Broken splintered bones, boiling blood
Torn and bleeding skin
Blackened burning flesh, melting fat
Amputated limbs

Eviscerated, lungs torn out
Heart ripped from the chest
Decapitated, a meal of
Vagina and breasts

Eyes plucked from sockets, gaping holes
Through which picking brains
Phlebophilia, love of blood
Life spills from the veins

I detect the scent of prey by
Her menstruation
You have been chosen the main course
Congratulations!

Bon Appetite!

Predator!

Predatore

Essi vivono tra le macerie della metropoli
Chiamano “casa” la metropolitana
Attendono con ansia di scorgere il sole
E una terra ancora ignota

S’insidiarono in antri per fuggire la morte
Dell’inverno nucleare
Ghiaccio e tenebra sono una necessaria penitenza
Per i peccatori

Sei generazioni, 200 anni
E più tardi i loro progenitori
strisciano fuori dagli anfratti
Famelici, terrorizzati e a malapena sopravvissuti
Sono ormai stanchi di vivere come talpe

Al di sopra della crosta terrestre
un fato peggiore della morte
Incontra l’ultimo esemplare
della catena alimentare
I denti cedono al dolore

Avverto che la razza umana è ancora viva
Dimora sotto le mie zampe
Un’importante fonte di proteine
Voi siete ciò che mangiate

Dopo l’Armageddon, un neo-barbaro
i guerrieri nucleari bisognosi della lotta
Per saziare la propria fame
Noi alleviamo gli esseri umani come bovini

Cacciare in branchi, pronti all’assalto
Noi divoriamo la nostra preda,
bestie crude e rabbiose
Sbavando e dilaniando la carcassa
Noi caviamo i nostri stessi occhi,
noi siamo cannibali

Mangia o percuoti il mangiato o verrai mangiato
Io nella mia vita resterò sicuramente
Un predatore

Spezzate ossa frantumate, sangue a fiotti
Pelle sanguinante e lacerata
Tetra carne fumante, lardo sciolto
Arti amputati

Eviscerati, polmoni strappati via
Cuori squartati dai petti
Decapitati, uno spuntino di
Vagina e tette

Occhi asportati dalle orbite
Attraverso le quali si può spolpare il cervello
Flebofilia, amore per il sangue
Vita che fuoriesce dalle venerdì

Ho annusato l’aroma della preda grazie
Alle sue mestruazioni
Sei stata scelta come primo piatto
Congratulazioni!

Buon appetito!

Predatore!

* traduzione inviata da Stefano Quizz

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