Prelude to ruin – Fates Warning

Prelude to ruin (Preludio alla rovina) è la traccia numero cinque del terzo album dei Fates Warning, Awaken the Guardian, pubblicato nel 1986. Nel brano vengono citate le Moire (anche dette Parche): esse, nella mitologia greco-classica, sono degli esseri mitologici e mostruosi che reggono le sorti del destino, rappresentato da un filo. Ogni filo costituisce la vita di un uomo e quando il filo si spezza, esso muore. Le Moire sono tre, e sono sorelle: La prima è Cloto (la filatrice, ovvero colei che genera il destino dell’uomo), la seconda è Lachesi (ovvero colei che stabilisce gli anni di vita d’un individuo) ed infine Atropo (colei che, recidendo il filo con delle forbici, pone fine all’esistenza).

Formazione Fates Warning (1986)

  • John Arch – voce
  • Jim Matheos – chitarra
  • Frank Aresti – chitarra
  • Joe DiBiase – basso
  • Steve Zimmerman – batteria

Traduzione Prelude to ruin – Fates Warning

Testo tradotto di Prelude to ruin (Matheos, Arch) dei Fates Warning [Metal Blade]

Prelude to ruin

Look to sunrise, man
Tell me what you see
The eagle has flown underground
Abandoned you
Abandoned me

Fifty two falling stars
are burning up the sky
Blazing torch falls
to the ocean bottom
Where black predictions lie

Have you faith in scripture?
Visions of kings?
Of Kings…
Reaper of reality
Your destiny the sisters sing

Vultures scavenge the subconscious
Of our wanderings minds
Their ally is time for all us
To fall and yield our minds

We should be held so high
And not looked down upon
We are the root of the country
Our roots so firm and tranquil
When will the spirits be welcomed?
Listen the music is heard again
When there are lofty high roof tops
And carved walls and yielding crops
Palaces wild for the lusting
When the forest is
wild for hunting
Existence of any one thing has never been
But the prelude to ruin

Wars and temper tantrums
Are the make shifts of ignorance
Regrets illuminate
Depths beyond sin
is fathomed
Wandering through the devil’s field
Sowing his seed

Guardian angel guide us
through the night
we compel the light
through the Master’s city

The Moerea control Eternal Destiny
The sisters all of three
Clotho, she spun much pain
on the web to live
Her thread so sensitive
Lachesis, she measured out the years
Atropos cuts the thread with her shears

Time, Time, Time
An imaginary line
Mine not yours nor yours mine
They lead the blind back to mother’s womb
Tomb of the unborn child

“Coming events cast their shadows
Before wintery wind, the eye of the storm
witness the past of the future
Holds more prelude to ruin”

We should be held so high
And not looked down upon
We are the root of the country
Our roots so firm and tranquil
When will the spirits be welcomed?
Listen the music is heard again
When there are lofty high roof tops
And carved walls and yielding crops
Palaces wild for the lusting
When the forest is
wild for hunting
Existence of any one thing
has never been
But…

Preludio alla rovina

Posa lo sguardo all’aurora, o uomo
Descrivimi ciò che vedi
L’aquila ha spiccato il volo sin nei sotterranei
T’abbandonò
M’abbandonò

Cinquantadue cadenti astri
divampan nel cielo
Brillanti torce precipitano
verso il fondo dell’oceano
Ove giacciono buie predizioni

Hai fede nelle scritture?
Nelle visioni dei sovrani?
Dei sovrani…
Mietitore di realtà
Il tuo fato decantan le sorelle

Avvoltoi frugano nel subconscio
Dei nostri vaganti geni
Per noi è giunta l’ora di assoggettare
e cedere le nostre menti al loro alleato

Noi dovremmo esser trattenuti così in alto
E non dovremmo guardare in basso
Noi siam le radici della contea
Le nostre radici son stabili e quiete
Quando saran gli spiriti i benvenuti?
Odi la musica che ancor vien ascoltata
Quando vi son le alte cime dei tetti
E le scolpite mura e i cedevoli raccolti
Palazzi smaniosi di lussuria
Quando le foreste divengon
selvagge per la caccia
L’esistenza di qualsiasi cosa non è stata altro
Che un preludio alla rovina

Guerre e umorali capricci
Son le opere dell’ignoranza
I rimpianti illuminano
Le profondità al di là delle quali il peccato
è compreso
Al vagar attraverso il campo del diavolo
Seminando le sue semenze

L’angelo guardiano ci
guida nella notte
Noi obblighiam la luce
attraverso la città del Maestro

Le Moire han il controllo del Destino Eterno
Tutte e tre le sorelle
Cloto, essa fila troppo dolore
sulla tela dell’esistenza
Il suo filo è così delicato
Lachesi, essa dosa gl’anni
Atropo recide il filo con le sue cesoie

Tempo, tempo, tempo
Un’immaginaria linea
Non mia ma vostra e nemmeno vostra ma mia
Esse accompagnan il cieco al ventre materno
Tumulo del nascituro

“Eventi a venire gettan le loro ombre
Dinanzi invernali bore, l’occhio del ciclone
Testimone del passato dell’avvenire
Attende ancor di più il preludio alla rovina”

Noi dovremmo esser trattenuti così in alto
E non dovremmo guardare in basso
Noi siam le radici della contea
Le nostre radici son stabili e quiete
Quando saran gli spiriti i benvenuti?
Odi la musica che ancor vien ascoltata
Quando vi son le alte cime dei tetti
E le scolpite mura e i cedevoli raccolti
Palazzi smaniosi di lussuria
Quando le foreste divengon
selvagge per la caccia
L’esistenza di qualsiasi cosa
non è stata altro
Che…

* traduzione inviata da Stefano Quizz

Tags: - 88 visite

Commenta o correggi un errore

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I diritti d'autore del materiale contenuto nel sito appartengono ai diretti proprietari. Il sito è amatoriale e assolutamente non a scopo di lucro. I testi sono stati tradotti per puro scopo didattico (comprensione del testo). Canzoni metal consiglia per la visualizzazione del sito di utilizzare Firefox o Chrome. .