Rime of the ancient mariner – Iron Maiden

Rime of the ancient mariner (La ballata del vecchio marinaio) è la traccia numero otto del quinto album degli Iron Maiden, Rime of the ancient mariner, pubblicato il 3 settembre del 1984. Rime of the Ancient Mariner è la canzone più lunga composta dagli Iron Maiden, con i suoi 13 minuti e 45 secondi, ed è tratta dalla poesia La ballata del vecchio marinaio di Samuel Taylor Coleridge.

Formazione Iron Maiden (1984)

  • Bruce Dickinson – voce
  • Dave Murray – chitarra
  • Adrian Smith – chitarra
  • Steve Harris – basso
  • Nicko McBrain – batteria

Traduzione Rime of the ancient mariner – Iron Maiden

Testo tradotto di Rime of the ancient mariner (Harris) degli Iron Maiden [EMI]

Rime of the ancient mariner

Hear the rime of the Ancient Mariner
See his eye as he stops one of three
Mesmerises one of the wedding guests
Stay here and listen
to the nightmares of the Sea

And the music plays on,
as the bride passes by
Caught by his spell and
the Mariner tells his tale.

Driven south to the land
of the snow and ice
To a place where nobody’s been
Through the snow fog
flies on the albatross
Hailed in God’s name,
hoping good luck it brings.

And the ship sails on,
back to the North
Through the fog and ice and
the albatross follows on

The mariner kills
the bird of good omen
His shipmates cry
against what he’s done
But when the fog clears,
they justify him
And make themselves
a part of the crime.

Sailing on and on and
North across the sea
Sailing on and on and
North ‘till all is calm

The albatross begins
with its vengeance
A terrible curse
a thirst has begun
His shipmates blame
bad luck on the Mariner
About his neck,
the dead bird is hung.

And the curse goes on
and on and on at sea
And the thirst goes on
and on for them and me

“Day after day, day after day,
we stuck nor breath nor motion
As idle as a painted ship
upon a painted ocean
Water, water everywhere and
all the boards did shrink
Water, water everywhere
nor any drop to drink.”
[Samuel Taylor Coleridge (1772-1834)]

There, calls the mariner
there comes a ship over the line
But how can she sail with no wind
in her sails and no tide.

See… onward she comes
Onwards she nears, out of the sun
See… she has no crew
She has no life, wait but there’s two

Death and she Life in Death,
they throw their dice for the crew
She wins the Mariner
and he belongs to her now.
Then … crew one by one
They drop down dead, two hundred men
She… She, Life in Death.
She lets him live,
her chosen one.

“One after one by the star dogged moon,
too quick for groan or sigh
Each turned his face with a ghastly pang
and cursed me with his eye
Four times fifty living men
(and I heard nor sigh nor groan),
With heavy thump, a lifeless lump,
they dropped down one by one.”
[Samuel Taylor Coleridge (1772-1834)]

The curse it lives on in their eyes
The Mariner he wished he’d die
Along with the sea creatures
But they lived on, so did he.

And by the light of the moon
He prays for their beauty not doom
With heart he blesses them
God’s creatures all of them too.

Then the spell starts to break
The albatross falls from his neck
Sinks down like lead into the Sea
Then down in falls comes the rain.

Hear the groans
of the long dead seamen
See them stir and they start to rise
Bodies lifted by good spirits
None of them speak
and they’re lifeless in their eyes

And revenge is still sought,
penance starts again
Cast into a trance and the nightmare carries on.

Now the curse is finally lifted
And the Mariner sights his home
Spirits go from
the long dead bodies
Form their own light and
the Mariner’s left alone

And then a boat came sailing towards him
It was a joy he could not believe
The Pilot’s boat, his son and the hermit
Penance of life will fall onto Him.

And the ship it sinks like lead into the sea
And the hermit shrives the mariner of his sins

The Mariner’s bound to tell of his story
To tell his tale wherever he goes
To teach God’s word
by his own example
That we must love all things that God made.

And the wedding guest’s
a sad and wiser man
And the tale goes on and on and on.

La ballata del vecchio marinaio

Ascolta la ballata del Vecchio Marinaio,
Guarda il suo occhio mentre ne chiude uno su tre.
Incanta uno degli invitati al matrimonio.
Resta qui e ascolta
gli incubi del mare.

E la musica continua,
mentre passa la sposa,
Presa dal suo incantesimo e
il marinaio racconta la sua storia

Spinti a sud verso la terra
di neve e di ghiaccio,
Verso un posto dove nessuno è stato,
Attraverso la neve e la nebbia,
vola l’albatro,
Mandato nel nome di Dio,
Sperando che questo ci porti fortuna.

E la nave continua a navigare,
di ritorno al nord,
Tra la nebbia e il ghiaccio
E l’albatro la segue.

Il marinaio uccide
l’uccello del buon auspicio,
i suoi compagni di viaggio
urlano per ciò che ha fatto.
Ma quando scompare la nebbia,
lo giustificano
E si rendono
parte del crimine.

Navigando e navigando verso il
Nord in mezzo al mare,
navigando e navigando verso il
Nord finché tutto è tranquillo.

L’albatro inizia
la sua vendetta,
Una terribile maledizione
li rende assetati.
I suoi compagni incolpano
della sfortuna il Marinaio
Intorno al suo collo,
l’uccello morto è impiccato.

E la maledizione continua
e continua a perseverare sul mare,
E la sete si sparge
e continua a spargersi per loro e me.

Giorno dopo giorno, giorni e giorni
rimanemmo senza soffio, senza movimento
immobili come una nave
su un oceano dipinto
acqua, acqua dappertutto e
e le fiancate che si contraevano
acqua, acqua, dappertutto
neanche una goccia da bere”
[Samuel Taylor Coleridge (1772-1834)]

Là grida il marinaio
Là viene una nave dall’orizzonte
Ma come può navigare senza vento
nelle sue vele e senza marea.

Guardate… viene avanti,
Si avvicina, fuori dal sole
Guardate… non ha un equipaggio,
Non ha vita, ma aspettate: ce ne sono due!

Morte e lei, Vita in Morte
Lanciano il loro dado per l’equipaggio.
Lei vince il marinaio
e ora le appartiene.
Poi… l’equipaggio, uno ad uno
cadono morti, duecento uomini.
Lei… lei, Vita in Morte,
Lei lo lascia vivere,
lascia vivere il suo prescelto.

“Uno alla volta sotto la luna seguita dalle stelle,
Troppo veloce per un gemito o un sospiro,
tutti voltarono la faccia in una pena atroce
e mi maledirono con gli occhi
Quattro volte cinquanta uomini vivi
(e non sentii né gemito o sospiro)
con sordi tonfi, inanimati pezzi,
caddero a terra uno dopo l’altro
[Samuel Taylor Coleridge (1772-1834)]

La maledizione vive nei loro occhi,
Il marinaio desiderava di poter morire
Insieme alle creature del mare.
Ma queste continuavano a vivere, così lui.

E alla luce della luna
Prega per la loro bellezza non per la distruzione.
Con il cuore li ha benedetti
Tutte creature di Dio anche loro

Poi l’incantesimo comincia a svanire,
L’albatro cade dal suo collo,
Affonda giù come un piombo nel mare,
Poi come una cascata scende la pioggia.

Ascolta i gemiti dei marinai
morti da lungo tempo
Guardali muoversi e iniziano a sollevarsi,
Corpi sollevati da spiriti buoni,
Nessuno di loro parla
E sono senza vita nei loro occhi.

E la vendetta è ancora accesa,
la penitenza inizia di nuovo
Caduto in trance e l’incubo prosegue.

Ora la maledizione svanisce finalmente
E il marinaio avvista la sua casa.
Gli spiriti vanno da coloro
che sono morti da tempo,
Formano una loro luce
E il marinaio è lasciato solo.

Poi una nave navigò verso di lui,
Era una gioia a cui non poteva credere,
Il pilota dell nave, suo figlio e l’eremita,
La penitenza della vita cadrà su di lui.

E la nave affonda come piombo nel mare,
e l’eremita assolve il marinaio dei suoi peccati.

Il marinaio è tenuto a raccontare la sua storia,
A raccontare la sua storia dovunque vada
Per diffondere la parola di Dio
con il suo stesso esempio,
Che dobbiamo amare tutto ciò che Dio ha fatto.

E l’ospite al matrimonio
è un triste e più saggio uomo
E il racconto continua ancora.

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