The amen corner – Opeth

The amen corner (L’angolo dell’amen) è la traccia numero cinque del terzo album degli Opeth, My Arms Your Hearse, pubblicato il 18 agosto del 1998.

Formazione Opeth (1998)

  • Mikael Åkerfeldt – voce, chitarra, basso
  • Peter Lindgren – chitarra
  • Martin Lopez – batteria

Traduzione The amen corner – Opeth

Testo tradotto di The amen corner (Åkerfeldt) degli Opeth [Candlelight Records]

The amen corner

White summer.
So far I have gone to see you again.
Hiding your face in the palm of your hands.
Finding solace in the words I do despise.

You snatch at every sound.
And even though you believe
that I am shackled within death,
Memories are tainted with paleness.
Crestfallen still.
Those eyes…
empty like a barren well.

It was the only task I would undertake.
To reap the harvest that was mine.
The seed that had sprung into a florid meadow,
And left me helpless in your embrace.
The bond we never spoke of,
once stark and enticing,
Now slowly smoldering to dust.

The celestial touch, from grey to black.
A fathomless void enclosing.
Unwritten secrets beneath the cobwebs.
I can not endure.

And so I rose from my sleep.
The moon turned away its face.
Overture of the long, black night begins…
Something you said:
“Eerie circles upon the waters”.

Until now we have shared the same aura.
My ashes within your hands.

My breath in the sepulchral mound.
You know that your night is my day.
The final spark that blew life into me,
The demon of the fall.

L’angolo dell’amen

Estate Bianca.
Così lontano sono andato per vederti ancora.
Tu che nascondi il viso nel palmo delle tue mani.
Trovando conforto in parole che io disprezzo.

Ghermisci ad ogni suono.
E anche se credi
che io sia incatenato alla morte,
I ricordi sono infetti di pallore.
Ancora avvilito.
Quegli occhi…
vuoti come un arido pozzo.

Era l’unico compito che avrei intrapreso.
Mietere quel racconto che era mio.
Il seme che era germogliato in un florido prato,
E mi lasciò inerme nel tuo abbraccio.
Il vincolo di cui non parlammo mai,
una volta forte e seducente,
Ora lentamente brucia fino a incenerirsi

Il tocco celestiale, dal grigio al nero.
Avvolgente vuoto incolmabile.
Segreti non scritti avvolti da ragnatele.
Non posso resistere.

E così mi levai dal sonno.
La luna volse lontano il suo volto.
Inizia il preludio della lunga notte nera
Qualcosa che dicesti:
“Arcani cerchi sull’acqua”.

Fino ad ora abbiamo condiviso la stessa aura.
Le mie ceneri nelle tue mani.

Il mio respiro nel tumulo sepolcrale
Tu sai che la tua notte è il mio giorno.
L’ultima scintilla che infuse la vita in me.
Il demone della caduta.

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