The galley – Accept

The galley (La galea) è la traccia numero undici del tredicesimo album degli Accept, Stalingrad – Brothers in Death pubblicato il 6 aprile del 2012. La galea o galera è un’ampia tipologia di navi da guerra e da commercio, usata nel Mar Mediterraneo per oltre tremila anni, spinta completamente dalla forza dei remi e talvolta dal vento, grazie anche alla presenza di alberi e vele

Formazione Accept (2012)

  • Mark Tornillo – voce
  • Wolf Hoffmann – chitarra
  • Herman Frank – chitarra
  • Peter Baltes – basso
  • Stefan Schwarzmann – batteria

Traduzione The galley – Accept

Testo tradotto di The galley (Baltes, Hoffmann, Tornillo) degli Accept [Nuclear Blast]

The galley

Pulling the weight up against the wind
Is the plight of the galley slave
Chained to this cold bench, six to the oar
Sentenced to an early grave

With iron in our souls and fire in our wrists
Slicing the waves and the sea
Rotting below, they’ll not let us go
Only mutiny or death set us free

Arms grow numb
and the blood don’t drip
To the beat of the drum,
from the crack of the whip

We’re damned, to the Galley
We’re chained, to the Galley of pain
We’re damned, to the Galley
We’re slaves, chained to the Galley of pain

“The salt made the oar handles
like shark skin
And our lips we’re cut to the gums
And you whipped us because: we could not row”
“Will you never let us go?”

Splintered and split, the hands of the doomed
Endlessly toil by the hour
Bodies broken, shackled with hatred
As the soul grows sour

Off in the distance, the cry of the gulls
And the smell of approaching land
With our last ounce of strength,
we pull to the shore
And dream to escape if we can

But Sirens attack
with their songs of love
Mermaids surround us
as off we shove
Our arms still numb
and the blood still drips
To the beat of the drum,
from the crack of the whip

Damned, to the Galley
We’re chained, to the Galley of pain
Damned, to the Galley
We’re slaves, chained to the Galley of pain
We’re rotting in the Galley hole

Damned, to the Galley
We’re chained, to the Galley of pain
We’re damned, to the Galley
We’re slaves, chained to the Galley of pain

Only death can set us free

La galea

Tirando il peso contro il vento
È la situazione dello schiavo della galea
Incatenato a questa fredda panca, sei per remo
Condannato ad una morte precoce

Col ferro nelle nostre anime e il fuoco nei polsi
Fendiamo le onde e il mare
Marcendo sotto, non ci lasceranno andare
Solo l’ammutinamento o la morte ci libererà

Le braccia diventano intorpidite
e il sangue non gocciola
al ritmo del tamburo
dallo schiocco della frusta

Noi siamo i dannati della cambusa
Siamo incatenati alla cambusa del dolore
Noi siamo i dannati della cambusa
Siamo schiavi, incatenati alla galea del dolore

“Il sale ha reso il manico dei remi
come la pelle di squalo
e le nostre labbra sono tagliate fino alle gengive
e ci frusti perché non riusciamo a remare”
“Ci lascerai mai andare?”

Scheggiate e rotte le mani del condannato
All’infinito un duro lavoro per ore e ore
Corpi spezzati, incatenati con l’odio
mentre l’anima diventa acida

In lontananza, il grido dei gabbiani
E l’odore di terra si avvicina
con il nostro ultimo briciolo di forza
ci spingiamo a riva
e il sogno di fuggire se riusciamo

Ma le sirene attaccano
con le loro canzoni d’amore
Le sirene ci circondano
mentre ce ne andiamo a malincuore
Le nostre braccia ancora intorpidite
e il sangue gocciola ancora
Al ritmo del tamburo
allo schiocco della frusta

Noi siamo i dannati della cambusa
Siamo incatenati alla cambusa del dolore
Dannati della Galea
Noi siamo i dannati della cambusa
Siamo schiavi, incatenati alla galea del dolore

Noi siamo i dannati della cambusa
Siamo incatenati alla cambusa del dolore
Noi siamo i dannati della cambusa
Siamo schiavi, incatenati alla galea del dolore

Solo la morte ci può rendere liberi

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