The ivory gate of dreams – Fates Warning

The ivory gate of dreams (Il cancello d’avorio dei sogni) è la traccia numero sei del quarto album in studio dei Fates Warning, No Exit, pubblicato il 21 maggio 1988.

Formazione Fates Warning (1988)

  • Ray Alder – voce
  • Jim Matheos – chitarra
  • Frank Aresti – chitarra
  • Joe DiBiase – basso
  • Steve Zimmerman – batteria

Traduzione The ivory gate of dreams – Fates Warning

Testo tradotto di The ivory gate of dreams (Matheos) dei Fates Warning [Metal Blade]

The ivory gate of dreams

[I. Innocence]

Instrumental

[II. Cold Daze]

The coldness of confusion
Hangs in the morning air as
Brazen bells ring reality
To announce the conqueror dawn

Removed from nights fleeting trance
Plunged headlong into cold days
Where in a circle we wander
The barren wastes of our pasts.

[III. Daylight Dreamers]

Daylight dreamers awaken on
Deserts of desperation
Lonely lives learn to live on
Islands of isolation.
Surrounded by violent oceans
Of hate and hopeless sorrows
Daylight dreamers envision
Tranquil seas in safe tomorrows.

Dreaming through the darkened day
Along tempest torn strands
Desperately grasping the grains
Of hope that flit through our hands
As they fall
we tighten our hold
While the waves claim the final few
Taken without ceremony
They drift out of view.

Washed away with the tides of time
Slipped through our fingers
as dreams do.

[IV. Quietus]

From sleeping visions
Daily were torn
In waking hours
Hopes our forlorn.
Is all we do and
all we dream
Doomed to drown in
a hopeless stream?

Wishing life were
made of lasting visions
In eternal sleep
And if that rest were filled with sorrow
Still we’d sleep.

In the madness of a silent eternity
We’d find solace in
False visions that protect us
From reality.

Enter ivory gates
through midnight skies
Daylight dreamers
in private parades
Perform before perpetual dawn
As dusk engulfs the gate of horn.

Ivory towers appear
beyond the gate
Invisible fortresses of escape
Traversed by ramparts
made of hopes and fears
Impervious to reality.

[V. Ivory Tower]

Behind sullen doors
Untouched within
Sale from summer storms
And winter winds
Relentless tempests
Can weaken walls
Towers falter when
Reality calls.

Untouchable by
all without
Lost in the silken web
youth may weave
Tangled threads
seem a stronghold
But illusions can deceive
A cold daze plagues the air
Driven by aging winds
The walls give way to the rush
And let reality.

[VI. Whispers on the wind]

Misty morning on windswept plain
Embers of a fortress all that remain.

The seeds of life that burned within
Have flown like whispers on the wind.
From the sleepers world
I look toward
darkening skys.
Through the violet haze of summer storms
The sun leaves tired eyes.

[VII. Acquiescence]

Betrayed by innocence
Deceived by delusions
Plagiarized promises
Pale into empty hopes.

Ivory towers bow down
In reverence to daylight
As dreamers awaken
In sleepers somber shade.

Ocean Waves shift leaving
Only memories.
Final traces of hope
Are swallowed in the deep.

Despair sends a certain calm
A vague sense of relief
Released from all our longings
Silently we’ll sleep.

Hope leads to quiet desperation
When reality obscures
the dream
Makes the mind
a grave of memories
That wander like the lonely breeze
Whose whispers echo
through ruins rust
Of towers torn and
dreams turned to dust.

[VIII. Retrospect]

Instrumental

Il cancello d’avorio dei sogni

[I. Candore]

Strumentale

[II. Gelida confusione]

La freddezza dello scompiglio
aleggia nell’aria antimeridiana nel momento in cui
le campane di Brazen rintoccano la tangibilità
per annunciare l’alba conquistatrice

Lontano dalle notti una catalessi passeggera
Si tuffò avventatamente in giorni ghiacciati
Dove noi nei limiti di una circoscrizione erriamo
Nelle desolate lande incolte dei nostri passati.

[III. I viaggiatori onirici della luce diurna]

I viaggiatori onirici della luce diurna si destarono
sdraiati sugli eremi della disperazione
Vite solitarie apprendono l’arte del sopravvivere
sulle Isole dell’isolamento.
Attorniati da impetuosi oceani
di odio e di afflizioni senza una via di scampo
I viaggiatori onirici del giorno concepiscono
i placidi litorali nel sereno futuro.

Sognando attraverso il giorno ombroso
Durante la lacerata tempesta, oblia
disperatamente di stringere i granelli
della speranza che scivolano dalle sue mani
Come quelli si rovesciano
noi serriamo la nostra stretta
Mentre le onde ne reclamano l’ultimo grammo
impugnato senza alcuna cerimonia
Vanno alla deriva, al di là dell’orizzonte.

Spazzati via con le maree del tempo
Scivolati via dalle nostre mani
come fanno i sogni.

[IV. Quiete]

Da dormienti proiezioni
Siamo giornalmente straziati
Nelle ore di veglia
Speranza della nostra desolazione.
Tutto ciò che compiamo e
tutto quello che vediamo in sogno
è destinato ad annegare in
un flusso senza auspicio?

Desiderio di vita era stato
fatto dalle ultimi visioni
in un eterno sonno
e se quel riposo era riempito di dolore
andora dormivamo

Nella follia di una silente eternità
Dovremmo trovare consolazione nelle
fallaci visioni che ci preservano
dal mondo reale.

Attraversano il cancello d’avorio
attraverso gli empirei di mezzanotte
I viaggiatori onirici della luce diurna
in intimi cortei
Recitano prima del perpetuo albore
come il tramonto inghiotte il cancello di corno.

Le torri d’avorio si levano
alle spalle del cancello
Incorporee fortezze di evasione
Intervallate da bastioni
forgiati di illusioni e paure
Resistenti al mondo reale.

[V. Torre d’avorio]

Al di là delle tetre porte
Intatte all’interno
Resto delle tormente estive
E delle bufere invernali
Possono indebolire
le cinte murarie
Le torri vacillano quando
il mondo reale chiama.

Intoccabili per tutti coloro
che provengono dall’esterno
Smarriti nella setosa tela
della giovinezza che possono tessere
Trame intrecciate
che sembrano una roccaforte
Ma le illusioni posso trarre in inganno
Una gelida confusione affligge l’etere
Portata da folate di senescenza
Le mura mostrano la via verso l’esodo
e abbandonano il mondo reale.

[VI. Sussurri nel vento]

Nebulosa mattina nella piana battuta dal vento
Braci di tutto ciò che rimane di una fortezza.

I semi della vita che sono stati arsi dall’interno
hanno volato come sussurri nel vento.
Dal creato dei dormienti
Io poso lo sguardo in direzione
delle volte celesti all’imbrunire.
Attraverso la foschia dei monsoni estivi
Il sole lascia degli occhi stanchi.

[VII. Accettazione]

Raggirato dall’innocenza
Ingannato dalle delusioni
Promesse derubate
Pallide nelle vuote speranze.

Le torri d’avorio si inchinarono
Nella riverenza per la luce del giorno
Come i viaggiatori onirici destati
Nelle sfumature dei severi dormienti.

Le onde dell’oceano emigrano
lasciando solo memorie.
Le tracce finale di speranza
sono ingoiate nel profondo.

La disperazione porta una sicura quiete
Un vago sospiro di sollievo
sprigionato da tutte le nostre bramosie
Dormiremo silenziosamente.

L’auspicio alla placida disperazione
Quando il mondo reale avvolge
nell’oscurità il sogno
Rende la ragione
un’inumazione delle memorie
Che vagabonda come una brezza solitaria
i cui sussurri echeggiano
per le macerie arrugginite
delle spezzate torri e
i sogni si tramutano in polvere.

[VIII. Retrospettiva]

Strumentale

* traduzione inviata da Stefano Quizz

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