The loss and curse of reverence – Emperor

The loss and curse of reverence (La rovina e la disgrazia della venerazione) è la traccia numero cinque del secondo album degli Emperor, Anthems to the Welkin at Dusk, pubblicato l’8 luglio del 1997.

Formazione Emperor (1997)

  • Ihsahn – voce, chitarra, tastiere
  • Samoth – chitarra
  • Alver – basso
  • Trym – batteria

Traduzione The loss and curse of reverence – Emperor

Testo tradotto di The loss and curse of reverence (Ihsahn, Samoth) degli Emperor [Candlelight]

The loss and curse of reverence

Memories of torment strikes me.
Attempts were made
to suffocate me at birth.
Fools!
I was already ancient.
Thou cannot kill
what breeds within Thee.

Alas, this agony.
The emptiness of earthborn pride
hath stirred my faithful heart,
which guided me to darker paths,
far away from their pestilent ways.
Cleansed was I from deceitful grace.

Yet, put to scorn was I,
by those unclean.
Enslaved by ignorance,
they blindy spat
upon the deity of hate.
Awake is the darkest fiend.

By the fallen one,
I shall arise.

Upon bewildered masses,
to whom the indulgence of my soul
portray as sin made god,
I shall revile
and quell the source,
whence mockery of my kind derives.

This I know.
Facile, shalt my quest
not come to pass.
Deathwish be my gift
to all at last.

“Honour,
commended no longer as virtue.
Yet, shalt be extolled
at light’s demise.”

By the fallen one,
I shall arise.

Arise!

Believer,
speak not to me of justice,
for none have I have seen.
By God,
I shall give as I receive.
Betrayer,
speak not to me at all.
You and this world
ripped my fucking heart out.

Again,
and again,
and again…
Again,
and again…

La rovina e la disgrazia della venerazione

Ricordi d’afflizione mi percuoton.
Tentativi furon escogitati
per soffocarmi in fasce.
Sciocchi!
Io già ero anziano.
Voi non potete uccidere
ciò che cresce in voi.

Ahimè, quale agonia.
La vacuità d’un orgoglio mortale
ha scosso il mio fido cuore,
che m’ha condotto per bui sentieri,
lontano da vie pestilenti.
Ripulito io fui da un’ingannevole grazia.

Eppure, venni gettato nel discredito,
da coloro ch’eran impuri.
Incatenati dall’ignoranza,
costoro han ciecamente sputato
sopra la divinità dell’odio.
Desta è l’oscura piaga.

Grazie al decaduto,
io risorgerò.

Innanzi le sbigottite masse,
verso coloro la cui indulgenza dell’anima mia
è ritratta come un peccato divenuto dio,
Io scaglierò il mio oltraggio
e domerò la sorgente,
donde deriva lo scherno della mia razza.

Questo io so.
Frivola, la mia ricerca
non giungerà per andar oltre.
Brame di morte saranno il mio dono
infine verso tutti.

“Onore,
elogiato non per molto come virtù.
Eppure, verrà glorificato
al tramonto della luce.

Grazie al decaduto,
io risorgerò.

Sorgerò!

Fedele,
non venirmi a parlar di giustizia,
poiché non ne ho mai vista una.
In nome di Dio,
donerò quel che riceverò.
Traditore,
non rivolgermi più la parola.
Tu e questo mondo
avete strappato via il mio fottuto cuore.

Ancora,
ed ancora,
ed ancora…
Ancora,
ed ancora…

* traduzione inviata da Stefano Quizz

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