Third eye – Tool

Third eye (Terzo occhio) è la quindicesima ed ultima traccia del secondo album dei Tool, Ænima pubblicato il primo ottobre del 1996. Ispirandosi ad alcuni spezzoni, aggiunti come introduzione del testo vero e proprio, degli show del comico statuniteste Bill Hicks, i Tool ci parlano dell’esoterico concetto del terzo occhio, una nota corrente New Age. Keenan ci dice che esso è dentro di noi. È lì, latente. Ma non lo si scorge. Forse solo dopo un lungo percorso di crescita interiore, solo dopo una lunga serie di esperienze, dopo una serie di errori, di percorsi fallaci e fedi dogmatiche in convinzioni sbagliate, si scopre, come in una sorta di rivelazione, la possibilità di poter andare oltre, la possibilità di sollevarsi al di sopra di tutto quello che colma la nostra vita materiale, la nostra vita di ogni giorno. Perché, in un certo senso, quelle che crediamo essere la nostra vita e la nostra realtà sono in verità soltanto dei sogni, delle illusioni: delle superfici che celano, sotto la loro apparenza, un senso superiore, una verità più profonda.

Formazione Tool (1996)

  • Maynard James Keenan – voce
  • Adam Jones – chitarra
  • Justin Chancellor – basso
  • Danny Carey – batteria

Traduzione Third eye – Tool

Testo tradotto di Third eye (Keenan, Jones, Carey, D’Amour) dei Tool [Volcano]

Third eye

“See, I think drugs
have done some good things for us,
I really do.
And if you don’t believe drugs
have done good things for us,
do me a favor: go home tonight
and take all your albums,
all your tapes,
and all your cd’s and burn em’.
‘Cause you know what?
The musicians who’ve made
all that great music that’s
enhanced your lives throughout the years…
Rrrrrrrrrrrrreal… High on drugs.”

“Today a young man on acid
realized that all matter
is merely energy condensed
to a slow vibration.
That we are all one consciousness
experiencing itself
subjectively.
There is no such thing as death,
life is only a dream,
and we are the imagination of ourselves.
Here’s Tom
with the weather.”

“It’s not a war on drugs,
it’s a war on personal freedom,
it´s what! it is ok?
Keep that in mind at all times. Thank you!”

Dreaming of that face again.
It’s bright and blue and shimmering.
Grinning wide
And comforting me with its three warm
and wild eyes.

On my back and tumbling
Down that hole and back again
Rising up
And wiping the webs
and the dew from my withered eye.

In… Out… In…
Out… In… Out…

A child’s rhyme
stuck in my head.
It said that life is but a dream.
I’ve spent so many years in question
to find I’ve known
this all along.

“So good to see you.
I’ve missed you so much.
So glad it’s over.
I’ve missed you so much
Came out to watch you play.
Why are you running away?
Came out to watch you play.
Why are you running away?”

Shrouding all the ground around me
Is this holy crow above me.
Black as holes within a memory
And blue as our new second sun.
I stick my hand into his shadow
To pull the pieces from the sand.
Which I attempt to reassemble
To see just who I might have been.
I do not recognize the vessel,
But the eyes seem so familiar.
Like phosphorescent desert buttons
Singing one familiar song…

“So good to see you.
I’ve missed you so much.
So glad it’s over.
I’ve missed you so much.
Came out to watch you play.
Why are you running away?
Came out to watch you play.
Why are you running away?”

Prying open my third eye.
Prying open my third eye.
Prying open my third eye.
Prying open my third eye.

So good to see you once again.
I thought that you were hiding.
And you thought that I had run away.
Chasing the tail of dogma.
I opened my eye
I opened my eye
I opened my eye
and there we were…

Open my eye
Open my eye
Open my eye
and there you were…

So good to see you once again
I thought that you were hiding from me.
And you thought that I had run away.
Chasing a trail of smoke and reason.

Prying open my third eye.
Prying open my third eye.
Prying open my third eye.
Prying open my third eye.
Prying open my third eye.
Prying open my third eye.
Prying open my third eye.
Prying open my third eye.
Prying open my third eye.
Prying open my third eye.

Terzo occhio

“Vedete, ritengo che le droghe
abbiano fatto qualcosa di buono per noi,
ne sono certo.
E se pensiate che gli stupefacenti
non abbiano fatto nulla di buono per noi,
fatemi un favore: andate a casa stasera
e prendete ogni vostro album,
tutte le vostre cassette,
e tutti i vostri dischi e bruciateli.
Sapete perchè?
Gli artisti che hanno scritto tutta
quell’ottima musica che ha migliorato
le vostre vite lungo il corso degli anni…
Sul seeeeeeeeerio… Erano strafatti di droga.”

Oggi un tizio sotto effetto di acidi
ha realizzato che tutta la materia
non è altro che energia condensata
in una lenta vibrazione.
Tutto ciò che noi siamo è un’unica coscienza
che sperimenta soggettivamente
il proprio essere.
Non esiste una sensazione come la morte,
la vita è solamente un’esperienza onirica,
e noi siamo l’immaginazione di noi stessi.
E adesso ci colleghiamo con Tom
per quanto riguarda le previsioni del tempo.”

“Non c’è nessuna lotta basata sulla droga,
è solamente una guerra sulla libertà personale,
questo è tutto. Ok?
Tenetevelo bene a mente tutte le volte. Grazie!”

Sognando ancora quel volto.
Esso è luminoso e turchino e cangiante
Estende il suo largo sorriso
E mi conforta con il suo cordiale
e selvaggio terzo occhio.

Puntato sulla mia schiena e rotolando
Giù per il foro e facendo retromarcia
Risorge
E spazza le ragnatele
e la rugiada dai miei occhi appassiti

Dentro… Fuori… Dentro…
Fuori… Dentro… Fuori…

Un filastrocca per bambini
inchiodata nel mio capo.
Dice che l’esistenza non è altro che un sogno.
Ho sprecato così tanti anni nel dubbio
Per poi scoprire che da tempo
avevo la risposta tre le mani.

“Ѐ un così grande piacere rivederti.
Mi sei mancato moltissimo.
Tanta letizia è ormai passata.
Mi sei mancato moltissimo
Esci per vederti giocare.
Perché stai fuggendo?
Esci per vederti giocare.
Perché stai fuggendo?”

Crolla il pavimento tutt’intorno a me
V’è un santo corvo sopra di me.
Nero come un buco nella memoria
E blu come il nostro secondo sole.
Io introduco la mia mano nella sua tenebra
Per spingere i granelli dalla sabbia.
Che mi sforzo di riassemblare
Per scorgere solamente chi avrei potuto essere.
Io non riconosco il veliero,
Ma gl’occhi sembrano così familiari.
Come tasti d’un deserto fosforescente
Che intonano una canzone consueta…

“Ѐ un così grande piacere rivederti.
Mi sei mancato moltissimo.
Tanta letizia è ormai passata.
Mi sei mancato moltissimo
Esci per vederti giocare.
Perché stai fuggendo?
Esci per vederti giocare.
Perché stai fuggendo?”

Forzo l’apertura del mio terzo occhio
Forzo l’apertura del mio terzo occhio
Forzo l’apertura del mio terzo occhio
Forzo l’apertura del mio terzo occhio

Ѐ così bello rivederti ancora una volta.
Pensavo tentassi di nasconderti da me.
E tu pensavi che io stessi fuggendo.
Insegui la coda del dogma
Io aprii il mio occhio
Io aprii il mio occhio
Io aprii il mio occhio
E lì noi c’eravamo…

Io aprii il mio occhio
Io aprii il mio occhio
Io aprii il mio occhio
E lì noi c’eravamo…

Ѐ così bello rivederti ancora una volta.
Pensavo tentassi di nasconderti da me.
E tu pensavi che io stessi fuggendo.
Segui la scia di fumo e ragione.

Forzo l’apertura del mio terzo occhio
Forzo l’apertura del mio terzo occhio
Forzo l’apertura del mio terzo occhio
Forzo l’apertura del mio terzo occhio
Forzo l’apertura del mio terzo occhio
Forzo l’apertura del mio terzo occhio
Forzo l’apertura del mio terzo occhio
Forzo l’apertura del mio terzo occhio
Forzo l’apertura del mio terzo occhio
Forzo l’apertura del mio terzo occhio

* traduzione inviata da Stefano Quizz

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