Thousand years of oppression – Amon Amarth

Thousand years of oppression (Mille anni di oppressione) è la traccia numero sette del quarto album degli Amon Amarth, Versus the World, pubblicato il 18 novembre del 2002.

Formazione degli Amon Amarth (2002)

  • Johan Hegg – voce
  • Johan Soderberg – chitarra
  • Olavi Mikkonen – chitarra
  • Ted Lundstrom – basso
  • Fredrik Andersson – batteria

Traduzione Thousand years of oppression – Amon Amarth

Testo tradotto di Thousand years of oppression degli Amon Amarth [Metal Blade]

Thousand years of oppression

He hung on the windswept world tree
Whose roots no one knows
For nine whole days he hung there pierced
By Gugnir, his spear

Swimming in pain he peered into the depths
And cried out in agony
Reaching out he grasped the runes
Before falling back from the abyss

He gave himself unto himself
In a world of sheering pain
So that we all may live our lives
By the wisdom that he gained

You doubted him, and spread their lies
Across the world, with sword in hand
You raped our souls, and stole our right
All for the words of mild-mannered man

You listened to mild-mannered god
And put your faith in deceitful words
Your powertrip was paid by blood
In kindness’ name you spilled our blood

I refuse to submit
To the god you say is kind
I know what’s right, and it is time
It’s time to fight, and free our minds

Let me die without fear!
As I have lived without it
So shut your mouth and spare my ears
I’m fed up with all your bullshit

After a thousand years of oppression
Let the berserks rise again
Let the world hear
these words once more:
“Save us, oh lord,
from the wrath of the Norseman”

Our spritis were forged in snow and ice
To bend like steel forged over fire
We were not made to bend like reed
Or turn the other cheek

He grasped the runes, they’re ours to use

Mille anni di oppressione

Resto appeso all’albero cosmico
le cui radici nessuno conosce
per nove giorni interi restò appeso
da Gunfnir, la sua lancia

Nuotando nel doloro scrutò in profondità
E gridò in agonia
Stese le braccia e afferro le rune
prima di ricadere negli abissi

Egli diede se stesso a se stesso
in un mondo di assoluto dolore
Così che noi tutti possiamo vivere le nostre vite
Con la saggezza che lui ha guadagnato

Tu hai dubitato di lui, hai diffuso le loro bugie
Attraverso il mondo con la spada in mano
Hai violentato le nostre anime rubato i nostri diritti
Tutto per le parole di un uomo dai modi gentili

Hai ascoltato un dio buono e mite
e basato la tua fede su parole ingannevoli
Il tuo viaggio di potere fu pagato in sangue
Nel nome della bontà hai versato il nostro sangue

Mi rifiuto di sottostare
ad un dio che tu dici essere gentile
So ciò che è giusto, ed è tempo
È tempo di lottare e liberare le nostre menti

Lasciatemi morire senza paura!
Come ho vissuto senza di essa
Quindi chiudi la bocca e risparmia le mie orecchie
Sono stufo di tutte le tue stronzate

Dopo mille anni di oppressione
Lasciate che i vichinghi risorgano di nuovo
Lasciate che il mondo senta
queste parole ancora una volta
“Salvaci, oh signore,
dall’ira dei Vichinghi”

I nostri spiriti sono stati forgiati in neve e ghiaccio
per flettersi come acciaio forgiato sul fuoco
Non siamo fatti per piegarci come giunghi
o per porgere l’altra guancia

Lui afferrò le rune, adesso sono nostre per usarle

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