Traduzione testi At The Gates

Gli At the Gates sono la colonna portante e gli iniziatori, seguiti da Dark Tranquillity ed In Flames, dello Swedish melodic death metal e del cosiddetto Göteborg sound. [sito ufficiale]

[toggle title=”Leggi una breve biografia”]Nati nel 1990 per volere dei fratelli Björler, gli At the Gates furono i primi ad amalgamare un sound prettamente death metal (ispirandosi a band affermate come Death, Morbid Angel ed i conterranei Entombed) ad inserti melodici di chitarra e alla tradizionale musica folk svedese, composta da strumenti quali il violino ed il violoncello. Gli At the Gates esordiscono nel 1992 con The Red in the Sky is Ours: l’album presentava, oltre ad un ossessivo tremolo picking (marchio di fabbrica del gruppo e del Göteborg sound), un technical death metal di matrice Schuldineriana, avvolto in un’atmosfera che si riallacciava vagamente a quella seconda ondata del movimento black metal che imperversava in quegli anni nella vicina Norvegia (complice anche il disperato e lontano screaming/growling del vocalist Tomas Lindberg); ad impreziosire il tutto vi era una spiccata componente folk a base di violino scordato, che rendeva il tutto più onirico e malinconico. Tecnicamente, grazie all’operato del talentuoso chitarrista Alf Svensson, la band era superiore a molte seminali death band che circolavano in continente americano. Il debutto fu uno strabiliante biglietto da visita, che portò gran parte del pubblico nordico a comprare ad occhi chiusi nel 1993 il tetro With Fear I Kiss the Burning Darkness: il lavoro valorizzava di più la melodia ed era caratterizzato da meravigliosi testi poetici la cui metafisica luminescenza risaltava nel contrasto con le buie cadenze death/black e la già oscura ed asfissiante cover dell’opera. L’album, nonostante il successo, dopo l’uscita rimase orfano di Svensson, che decise di lasciare il gruppo. Si concludeva così la prima parentesi della band. Senza le influenze prog e technical di Svensson il sound si semplificò. Nel 1994 uscì l’album di passaggio Terminal Spirit Disease che abbandonava completamente il sound black e parzialmente quello folk, incorporando partiture di stampo thrash su canzoni death brevi ma coincise, donando una novella importanza alla forma-canzone e ai singoli (l’album conteneva solo sei tracce inedite, tra cui la toccante “The Swarm” e la melodica “The Fever Circle”). Nonostante potesse sembrare un approdo a lidi più mainstream (a metà degli anni ’90 stava già nascendo e diffondendo il variopinto movimento metalcore), la raffinatezza del songwriting, ancora al di sopra della media, e la profondità dei testi, ora legati allo studio psicologico del soggetto-uomo e del suo comportamento in una società moralmente in crisi, fugavano tutti i dubbi dei die-hard fans, curiosi di vedere su quale delicato fiore si sarebbe posata una farfalla di tale bellezza. Slaughter of the Soul vede la luce nel 1995. Il sound ha seguito la sua naturale evoluzione (innegabile l’ispirazione ad Heartwork del 1993, terzo capolavoro dei britannici Carcass), risultando una veloce sequenza di brani brevi e ricchi di violento pathos, sostenuti da ritmiche non virtuosistiche ma tribalmente ipnotizzanti. Lo scream di Lindberg, ora più ritmato e comprensibile che in passato, doma canzoni furiose e ribelli, che offrono al movimento Swedish una nuova linfa ed  una nuova identità, sopprimendo così ogni richiamo alla musica popolare. Brani come “Blinded by Fear”, “Slaughter of the Soul”, “Cold” e “Suicide Nation” sono da considerarsi “Opere-scuola” e vere e proprie analisi psicologiche del perverso animo umano (infatti gran parte dei testi dell’album sono omaggi all’opera letteraria dello psicologo folle Luke Rhinehart, intitolata “L’uomo dei dadi”, del 1971). L’album riscuote un successo a livello mondiale, tanto da divenire fonte di ispirazione ed in molti casi di imitazione di numerosissime band melodic e metalcore (The Black Dahlia Murder, Shadow Falls, Heaven Shall Burn, Trivium, Between the Buried and Me, gli stessi In Flames e Dark Tranquillity, ecc…). Tale fama purtroppo portò a divergenze interne tra i membri, e causò uno dei più dolorosi split della storia del metal in generale. Nel 1996 gli At the Gates non esistevano più. Tre quarti del gruppo (compresi Anders e Jonas Björler) andarono a formare i The Haunted (progetto death/thrash dei due fratelli). Nel corso degli anni la figura degli At the Gates divenne quasi leggendaria, soprattutto agli occhi delle nuove generazioni. Tale chimera non rimase però del tutto assopita in quest’aura di intangibilità. Nel 2007, dopo undici anni dallo scioglimento, i padrini di Göteborg si riunirono per una serie di concerti fino al 2008. Ma la vera notizia che risvegliò la speranza di milioni di fans era l’ufficiale reunion del 2010. Questa fu la base per far rinascere dalle ceneri quest’araba fenice, ansiosa di dimostrare al mondo l’importanza del proprio nome. A distanza di diciannove anni il moniker At the Gates venne impresso sulla copertina di At War with Reality. L’album comincia da dove era terminata la storia: il sound di Slaughter of the Soul viene recuperato ed affiancato a sonorità ed atmosfere tipiche della prima fase della band, non sfociando però in tecnicismi progressivi. Si denota sin da  subito l’ispirazione a band da loro influenzate, prima su tutte i The Black Dahlia Murder di Trevor Strnad. Un Lindberg invecchiato bene, con un cantato tra scream e growl, e una base ritmica coadiuvata da un tremolo picking che riecheggia direttamente dal passato, innalzano il plot ad esser uno dei migliori dischi dell’anno 2014, e l’inizio di una nuova egemonia dettata da uno dei più grandi ensemble del mondo. (S.Q.) [/toggle]

The Red in the Sky Is Ours (27/07/1992)

Testi tradotti dell’album The Red in the Sky Is Ours  [Il rosso nel cielo è nostro]
[Tomas Lindberg, Anders Björler, Alf Svensson, Adrian Erlandsson, Jonas Björler]

At The Gates - The Red in the Sky Is Ours
  1. The red in the sky is ours/The season to come
    [Il rosso nel cielo è nostro/La stagione a venire]
  2. Kingdom gone [Un regno morto]
  3. Through gardens of grief [Attraverso giardini d’afflizione]
  4. Within [All’interno]
  5. Windows [Finestre]
  6. Claws of laughter dead [Gl’artigli della morta risata]
  7. Neverwhere [L’ignoto]
  8. The scar (strumentale)
  9. Night comes, blood-black [Giunge la notte, nera come il sangue]
  10. City of screaming statues [La città delle statue urlanti]

With Fear I Kiss the Burning Darkness (07/05/1993)

Testi tradotti dell’album With Fear I Kiss the Burning Darkness [Con timore bacio la rovente tenebra]
[Tomas Lindberg, Anders Björler, Alf Svensson, Adrian Erlandsson, Jonas Björler]

AtTheGates - With Fear I Kiss the Burning Darkness
  1. Beyond good and evil [Oltre il bene ed il male]
  2. Raped by the light of Christ [Violata dalla luce di Cristo]
  3. The break of autumn [L’equinozio d’Autunno]
  4. Non-divine [Sacrilego]
  5. Primal breath [Respiro primievo]
  6. The architects [Gli architetti]
  7. Stardrowned [Annegato tra le stelle]
  8. Blood of the sunsets [Sangue dei tramonti]
  9. The burning darkness [La rovente tenebra]
  10. Ever-opening flower [Fiore sempr’aperto]
  11. Through the red [Attraverso il rosso]

Terminal Spirit Disease (18/07/1994)

Testi tradotti dell’album Terminal Spirit Disease [Terminale morbo dello spirito]
[Tomas Lindberg, Anders Björler, Martin Larsson, Adrian Erlandsson, Jonas Björler]

AtTheGates - Terminal Spirit Disease
  1. The swarm [Lo sciame]
  2. Terminal spirit disease [Terminale morbo dello spirito]
  3. And the sorld returned (strumentale)
  4. Forever blind [Per sempre cieco]
  5. The fevered circle [Il febbrile circolo]
  6. The beautiful wound [La splendida ferita]
  7. All life ends [Tutta l’esistenza cessa]
  8. The burning darkness (live) [La rovente tenebra]
  9. Kingdom gone (live) [Un regno morto]

Slaughter of the Soul (14/11/1995)

Testi tradotti dell’album Slaughter of the Soul [Carneficina dell’anima]
[Tomas Lindberg, Anders Björler, Martin Larsson, Adrian Erlandsson, Jonas Björler]

At the Gates - Slaughter of the Soul
  1. Blinded by fear [Accecato dal terrore]
  2. Slaughter of the soul [Carneficina dell’anima]
  3. Cold [Freddo]
  4. Under a serpent sun [Sotto un sole serpentino]
  5. Into the dead sky (strumentale)
  6. Suicide nation [Nazione di suicidi]
  7. World of lies [Un mondo di bugie]
  8. Unto others [Al cospetto degli altri]
  9. Nausea [Nausea]
  10. Need [Bisogno]
  11. The flames of the end (strumentale)

At War with Reality (28/10/2014)

Testi tradotti dell’album At War with Reality [In guerra contro la realtà]
[Tomas Lindberg, Anders Björler, Martin Larsson, Adrian Erlandsson, Jonas Björler]

At The Gates - At war with reality
  1. El altar del Dios desconocido [L’altare del Dio ignoto]
  2. Death and the labyrinth [La morte e il labirinto]
  3. At war with reality [In guerra contro la realtà]
  4. The circular ruins [Le rovine circolari]
  5. Heroes and tombs [Eroi e tombe]
  6. The conspiracy of the blind [La cospirazione del cieco]
  7. Order from chaos [Ordine dal caos]
  8. The book of sand (the abomination) [Il libro di sabbia – l’abominio]
  9. The head of the Hydra [La testa dell’idra]
  10. City of mirrors (strumentale)
  11. Eater of Gods [Divoratori di numi]
  12. Upon pillars of dust [Su pilastri di polvere]
  13. The night eternal [La notte eterna]

I diritti d'autore del materiale contenuto nel sito appartengono ai diretti proprietari. Il sito è amatoriale e assolutamente non a scopo di lucro. I testi sono stati tradotti per puro scopo didattico (comprensione del testo). Canzoni metal consiglia per la visualizzazione del sito di utilizzare Firefox o Chrome. .