When – Opeth

When (Quando) è la traccia numero tre del terzo album degli Opeth, My Arms Your Hearse, pubblicato il 18 agosto del 1998.

Formazione Opeth (1998)

  • Mikael Åkerfeldt – voce, chitarra, basso
  • Peter Lindgren – chitarra
  • Martin Lopez – batteria

Traduzione When – Opeth

Testo tradotto di When (Åkerfeldt) degli Opeth [Candlelight Records]

When

Red sun rising somewhere
through the dense fog.
The portrait of the jaded dawn
who had seen it all before.

This day wept on my shoulders.
Still the same as yesterday.
This path seems endless,
body is numb.
The soul has lost its flame.
Walking in familiar traces
to find my way back home.

So there I was.
Within the sobriety of the immortals.
A semblance of supernatural
winds passing through.
The garden sighs, flowers die.

The gate was closed that day,
but I was bound to carry on.
She could not see me through the windows.
In dismay,
strangest twist upon her lips.
Graven face, she said my name.

Once inside I heard whispers in the parlour.
The gilded faces grin,
aware of my final demise.

And I cried, I knew she had lied.
Her obsession had died, it had died.

When can I take you from this place?
When is the word but a sigh?
When is death our lone beholder?
When do we walk the final steps?
When can we scream instead of whisper?

When is the new beginning,
The end of this sad madrigal.

Quando

Un sole rosso sta sorgendo da qualche parte
tra la nebbia fitta.
Il ritratto dell’alba stremata
che ha già visto tutto.

Questo giorno ha pianto sulle mie spalle.
Allo stesso modo di ieri
Questa via sembra senza fine,
il corpo intorpidito.
L’anima ha perso la sua fiamma.
Seguendo tracce note
per trovare la strada del ritorno

Così giunsi là.
Nella sobrietà degli immortali.
Una parvenza di soprannaturali
venti mi attraversa
Il giardino sospira, i fiori muoiono.

L’entrata era chiusa quel giorno,
ma mi ero imposto di proseguire.
Lei non poteva vedermi attraverso le finestre.
Nella costernazione,
le più strane torsioni sulle sue labbra.
Il volto scolpito, pronunciò il mio nome.

Una volta sentii sussurri nel salotto.
I volti dorati sogghignarono,
consapevoli della mia scomparsa finale

E piansi, sapevo che mi aveva mentito.
La sua ossessione era morta, era morta.

Quando potrò portarti via da questo posto?
Quando la parola non sarà che un sospiro?
Quando la morte sarà la nostra sola spettatrice?
Quando faremo il nostro ultimo passo?
Quando urleremo invece di gridare?

Quando verrà il nuovo inizio,
La fine di questo triste madrigale.

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