Where silent gods stand guard – Amon Amarth

Where silent gods stand guard (Dove dèi silenziosi stanno di guardia) è la traccia numero tre del quarto album degli Amon Amarth, Versus the World, pubblicato il 18 novembre del 2002.

Formazione degli Amon Amarth (2002)

  • Johan Hegg – voce
  • Johan Soderberg – chitarra
  • Olavi Mikkonen – chitarra
  • Ted Lundstrom – basso
  • Fredrik Andersson – batteria

Traduzione Where silent gods stand guard – Amon Amarth

Testo tradotto di Where silent gods stand guard degli Amon Amarth [Metal Blade]

Where silent gods stand guard

The last head falls to the ground
No one is left alive
They thought that they could take me down
But it’s not my time to die

I wipe the blood from my sword
And slide it in my belt
This is the sweetest of rewards
The best rush I have felt

Ten men are dead by my feet
I smell their streaming blood
And I smile, cause it makes me…
…makes me feel so good

They were crawling on their knees
Begging for their pathetic lives
Now their souls belong to me
As well as their eyes

Each man has something that I crave
I eat their steaming eyes
And drink their blood to make them my slaves
At Oden’s feast in afterlife

I bring the skulls to my shrine
Where silent Gods stand guard
Soak them in blood and in wine
A sacrificial ritual

One thousand heads are on display
Collected through years of thirst
Macabre trophies from my prey
Picked clean of flesh by Oden’s birds

I am – I am
A wolf in human shape
I am – I am
A predator with flaming rage

I’m a wolf in human shape
Every man is prey
A predator with flaming rage
Blood is in my trace

I will die with sword in hand
And then my seat’s secured
When Oden calls from golden hall
He will greet me at the door

Dove dèi silenziosi stanno di guardia

L’ultima testa cade a terra
Nessuno è rimasto vivo
Pensavano che avrebbe potuto piegarmi
ma non è la mia ora per morire

Asciugo il sangue dalla mia spada
e la faccio scorrere nella mia cintura
Questa è la più dolce delle ricompense
la miglior sensazione che ho provato

Ai miei piedi dieci uomini sono morti
sentro l’odore del loro sangue che scorre
e sorrido, perché mi fa…
…mi fa sentire così bene

Stavano striscinado sulle ginocchia
Supplicavano per le loro patetiche vite
Adesso la loro anima appartiene a me
come pure i loro occhi

Ogni uomo ha qualcosa che bramo
Mangio i loro occhi fumanti
e bevo il loro sangue per renderli miei schiavi
al banchetto di Odino nell’aldilà

Io porto i teschi al mio santuario
Dove dei silenziosi stanno di guardia
gli immergo nel sangue e nel vino
Un rituale sacrificale

Mille teste sono raccolte
Raccolte in anni di sete
Macabri trofei delle mie prede
Resi puliti dalla carne dagli uccelli di Odino

Io sono, io sono,
un lupo dalle sembianze umane
Io sono, io sono,
un predatore dalla rabbia maledetta

Sono un lupo dalle sembianze umane
Ogni uomo è una preda
un predatore dalla rabbia maledetta
Il sangue è ciò di cui sono a caccia

Morirò con la spada in mano
ed allora il mio posto sarà assicurato
quando Odino chiamerà dalla sala dorata
Lui mi saluterà alla porta

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