With strength I burn – Emperor

With strength I burn (Di forza io ardo) è la traccia numero sette del secondo album degli Emperor, Anthems to the Welkin at Dusk, pubblicato l’8 luglio del 1997.

Formazione Emperor (1997)

  • Ihsahn – voce, chitarra, tastiere
  • Samoth – chitarra
  • Alver – basso
  • Trym – batteria

Traduzione With strength I burn – Emperor

Testo tradotto di With strength I burn (Ihsahn, Samoth) degli Emperor [Candlelight]

With strength I burn

Deep, green, dark Chaos.
Blinded I run down these paths.
By heart I know them.
They lead to the searing cliffs.
Stout they stand
above the waters’ edge,
lifeless.

And this is my foundation.
Cold stone,
formed only by winds and time.
How invulnerable.
Lifeless.

I have longed to be at one with this.
Yet, the waters call my name.

For once I wish to see
the entity behind the voice,
the face of this seduction,
the beauty of my pain.

Am I blessed or am I cursed
by the presence?
What is my crime?
What is my deed?

Is this life my redemption?
Shall I repent or proceed?

I hate my flesh.
Its dimension
poisoned my soul with doubt.
It made me question
the essence of the “I”.

Slaves are those of this world
given freedom
to lay chains
upon the Master.
(Master!)

The wolf is no longer free.
Release the chains
and come for me.

“Suddenly, his mournful cries
were stunned.
Out of the cold mist,
came three enthralling ships.
Sails torn by many storm
and the bows
adorned by the most fierce gargoyles,
he’d ever laid eyes upon.
Yet the crew, they bore.
Three times twelve in numbers.
They stood motionless,
wrapped in grey,
worn gowns.
And from behind their shadowed faces,
the seductive chanting,
bidding him on board.
Without hesitation, he accepted,
and away they sailed…”

Upon these seas,
(Upon these seas)
wherein I drowned so many times,
I scatter the ashes of destiny.
Still my flames are in hunger.

With fire in my heart,
shall I greet the shores ahead,
Though I know not what will burn?

Ahh…
In the distance,
I hear the waves
wash over solid ground,
and in this moment,
I am struck blind.

Grant me sight,
so I can see
that which lies ahead of me,
cursed be my mortal eyes,
for dying in the realm of death.

Hear my call!

I return to the soaring cliffs.
They truly shine of strength.
Even though I nothing learned,
with strenght I burn.

Di forza io ardo

Abissale, verde, cupo Caos.
Cieco io discendo questi sentieri.
Li conosco a memoria.
Essi conducon a ferali scogliere.
Robuste queste s’ergon
Sul limitare delle acque,
senza vita.

E queste sono le mie fondamenta.
Gelida roccia,
plasmata solo dai venti e dal tempo.
Com’è invulnerabile.
Senza vita.

Ho bramato d’esser con essa un tutt’uno.
Ancor, le acque invocan il mio nome.

Almeno un volta desidererei vedere
l’entità dietro quella voce,
il volto di questa seduzione,
la beltà del mio dolore.

Son io benedetto o marchiato
da questa presenza.
Qual è il mio crimine?
Qual è la mia mala azione.

Ѐ quest’esistenza la mia redenzione?
Dovrei forse pentirmi o perseverare?

Io odio la mia carne.
La sua dimensione
avvelenò senza dubbio l’anima mia.
Essa mi spinse a interrogarmi
sull’essenza dell’”Io”.

Schiavi son coloro in questo mondo
a cui è stata affibbiata la libertà
di giacere in catene
dinnanzi il Maestro.
(Maestro!)

Non ancor per molto il lupo sarà libero.
Rilascia le catene
e vieni a me.

“All’improvviso, I suoi lugubri pianti
vennero interrotti.
Al di fuori della gelida foschia,
giunsero tre ammalianti velieri.
Vele segnate da innumerevoli tormente
E prue
ornate da ferocissimi gargoyle,
su cui esso mai aveva posato i suoi occhi.
Ancor la ciurma, essa s’annoiava.
Tre volte dodici in numero.
Essi s’ergevano immoti,
avvolti di grigiore,
Con abiti logori.
E dietro i loro spettrali volti,
Un suadente cantilenare,
che lo attraeva a bordo.
Senz’esitazione, egli accettò,
e per terre lontane salpò…”

Sopra questi mari,
(Sopra questi mari)
ove son annegato diverse volte,
disperdo le ceneri del fato.
Ancor ora le mia fiamme son fameliche.

Con fuoco nel cuore,
dovrò accoglier forse le rive dinnanzi a me,
sebben non so cosa brucerà?

Ahh…
Da lontano,
odo le onde
infrangersi contro un solido suolo,
ed in questo momento,
vengo colpito da cecità.

Concedimi la vista,
ch’io possa scorger
ciò che giace di fronte a me,
maledetto da occhi mortali,
poiché appassisco nel regno della morte.

Odi il mio richiamo!

Ritorno alle elevate scogliere.
Esse in verità brillan di vigore.
Sebben nulla ho appreso,
di forza io ardo.

* traduzione inviata da Stefano Quizz

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