Astera ton proinon – Ihsahn

Astera ton proinon (Stella del mattino) è la traccia numero cinque del primo album di Ihsahn, The Adversary, pubblicato il 10 aprile del 2006.

Formazione (2006)

  • Ihsahn (Vegard Sverre Tveitan) – voce, chitarre, sintetizzatori, tastiere, basso
  • Asgeir Mickelson – batteria
  • Garm – voce in Homecoming

Traduzione Astera ton proinon – Ihsahn

Testo tradotto di Astera ton proinon di Ihsahn [Mnemosyne / Candlelight]

Astera ton proinon

Were you not humble
Not submissive?
Would you not bend your knee?
Did you question or object
To the world of the many?
Had you a vision of your own?

Saint of the damned
Icon of the rejected
Primeval insurgent
Ascend O’ Morning Star
Ascend

[Is.14.12-14]
"How art thou fallen from heaven,
O’day-star, Son of the morning!
How art thou cut down to the ground,
That didst cast lots over the nations!
For thou hast said in thine heart,
I will ascend into heaven,
I will exalt my throne above the stars of God.
I will sit also upon the mount of the congregation,
In the sides of the north.
I will ascend above the heights of the clouds,
I will be like the most High."

Man has been reared by the four errors
And never saw himself
other than imperfectly.
Such is then the pleasure of the common herd
To quench their envious thirst in misery.

Stella del mattino

Non eri umile
Non sottomesso?
Non ti piegheresti sulle ginocchia?
Hai fatto domande o hai obiettato?
Al mondo dei molti?
Hai avuto una visione tua?

Santo dei dannati
Icona dei reietti
Primogenito ribelle
Ascendi Oh Stella del Mattino
Ascendi

[Is.14.12-14]
"Come mai sei caduto dal cielo,
Lucifero, figlio dell’aurora?
Come mai sei stato steso a terra,
signore di popoli?
Tu dicevi in cuor tuo: Io salirò in cielo,
innalzerò il mio trono
al di sopra delle stelle di Dio;
mi siederò sul monte dell’assemblea,
nella parte estrema del settentrione;
salirò sulle sommità delle nubi,
sarò simile all’Altissimo”.

L’uomo è stato allevato dai quattro errori
E non ha mai visto se stesso
se non nell’imperfezione.
Tale è quindi il piacere della mandria comune
Per placare la sua sete invidiosa nella miseria.

* traduzione inviata da Vittorio Scullari

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