Citizen! – Ihsahn

Citizen! (Cittadino!) è la traccia numero tre del primo album di Ihsahn, The Adversary, pubblicato il 10 aprile del 2006.

Formazione (2006)

  • Ihsahn (Vegard Sverre Tveitan) – voce, chitarre, sintetizzatori, tastiere, basso
  • Asgeir Mickelson – batteria
  • Garm – voce in Homecoming

Traduzione Citizen! – Ihsahn

Testo tradotto di Citizen! di Ihsahn [Mnemosyne / Candlelight]

Citizen!

Citizen!
Whence came your voice
Your right to speak?
Is there a purpose to your tongue
And gnawing teeth?
I ask thee;
How deep and hollow
Is your mouth?
What lie is too decayed
For you to stomach?

With humility and obedience
You pride yourself
Evasive and lukewarm
Until the end

Citizen!
The interdependent morality
Of your collective
Made too soft the bed
In which you lie.
I ask thee;
Do you acknowledge
Your own fragility
When you sleep
To server the “Great Good”?

United in fear
Lives “hard to bear”
Illusions that “we are all peers”

I preach not for understanding
In you I have no faith
I spit at you my truth;
That you are the burden of my heritage.

For herein lies the irony
There is neither room
Nor air
For the wakeful fire
In your precious world
Of equality

Citizen!
You are truly faithful
To tradition
When you crucify
Those whose voices burn
Alas
A hundred years from now
You recite and corrupt
Their epitaphs
To crucify another.

Cittadino!

Cittadino!
Da dove viene la tua voce
Il tuo diritto di parlare?
C’è uno scopo nella tua lingua
E i denti rosicchiati?
Ti chiedo;
Quanto profonda e vuota
È la tua bocca?
Quale bugia è troppo decaduta
Per farti addormentare?

Con umiltà e obbedienza
Sei orgoglioso di te stesso
Evasivo e indifferente
Fino alla fine

Cittadino!
La moralità interdipendente
Del tuo collettivo
Ha reso troppo morbido il letto
In cui giaci.
Ti chiedo;
Riconosci
La tua fragilità
Quando dormi
Per servire il “Grande Bene”?

Uniti nella paura
Vite “difficili da sopportare”
Illusioni che “siamo tutti uguali”

Predico non per capire
In te non ho fede
Ti sputo la mia verità;
Che tu sei il fardello della mia eredità.

Qui sta l’ironia
Non c’è nessuna stanza
Né aria
Per il fuoco vigile
Nel tuo mondo prezioso
Di uguaglianza

Cittadino!
Sei veramente fedele
Alla tradizione
Quando crocifiggi
Coloro le cui voci bruciano
ahimè
Tra cento anni
Tu reciti e corrompi
I loro epitaffi
Per crocifiggere un altro.

* traduzione inviata da Vittorio Scullari

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