Triptych – Celtic Frost

Triptych (Trittico) è la traccia che chiude il sesto album dei Celtic Frost, Monotheist, pubblicato il 29 maggio del 2006.

Formazione Celtic Frost (2006)

  • Tom Gabriel Fischer – voce, chitarra
  • Erol Unala – chitarra
  • Martin Eric Ain – basso
  • Franco Sesa – batteria

Traduzione Triptych – Celtic Frost

Testo tradotto di Triptych (Ain, Fischer) dei Celtic Frost [Century]

Triptych

Totengott

I have never heard his voice
nor have I ever seen his form.
Yet still he casts his dark shadow
on the light of my being.
Death – Negation of being.
Wraith of inner sanctum.
Apparition of my amorphousness.
Solemnity of my disembodiment.

Death – Decay.
Creator of corpses.
Principle of annihilation.
Secret of negativity.
Unspeakable silence.
Despairing monologue.

Synagoga Satanae

Internalized conflict
externalized as war.
Hymning thy rebellion
Lucifer morning star.
Bringer of light,
forever shrouded by night.
I am hell, a sulphurous
lake of fire and suffering.
My blackened heart is a writhing
mass of poisonous snakes.
Grotesquely slithering as
I slowly shed my dying skin.

In darkness.
Thou shalt come unto me.
In darkness.
Thou shalt worship me.
In darkness.
Thou art mine eternally.

Thy curse.
All of my lies.
Be blessed.
Lord of the flies.
Scapegoat.
Shunned and despised.
My church is my sacrifice.
Follow after me into the halls of my damnation.
I wield death like a scythe,
reaping my annihilation.
A monarch enthroned
upon my throne of guilt.
I am hell, a barren shrine
to decay and neglect.
Uninhabitable, the darkened depths
of cold empty space.
My necropolis, the catacombs
and tombs of disease.
Monumental, the fallen temple
of dead deities.
My necrolog,
an eternal curse lost in the abyss.

Et vidi de mare bestiam ascendentem.
Habentem capita septem et cornua decem.
Et super cornua eius decem diademata
et super capita eius nomina blasphemiae.
Rise.
Synagoga Satanae.
Lies.
Lucifuge Rofocale.

Absoluter Höllenzwang.
Mein infernaler Opfergang.
Ein auferstanden Ungetier.
Festgenagelt tief in mir.

Ich allein bin mein.
Ein nichts.
Verdorben mein Name.
Mein Leid mein Reich.
Mein Wille mein Fluch.
Über mich und außer mir.
Täglich hungert mein Leib.
Und dürstet meine Seele aufs Neue.
Ich trage die Schuld.
Wie ich ertrage die Beschuldigungen.
Ich bin in Versuchung.
Und kenne keine Erlösung.
Denn mein ist das Leid.
Die Wut.
Und das Streben.
Bis zum Tod.
Amen.

Bow down before thy lord below.
I shall rise.
I shall rule in blasphemy.
And in the end when thou art mine
thou will be like me.
In saecula saeclorum.
In stagnum ignis et sulphuris.

Winter (Requiem)

[instrumental]

Trittico

Morte del dio

Non ho mai sentito la sua voce
né ho mai visto la sua figura.
Ma ancora egli getta la sua ombra
sulla luce della mia esistenza.
Morte – Negazione di esistenza.
La furia del mio rifugio.
L’apparizione della mia amorfità.
La solennità della mia incorporeità.

Morte – Decadenza.
Creatrice di cadaveri.
Principio dell’eliminazione.
Segreto della negatività.
Silenzio indicibile.
Monologo disperato.

Sinagoga di Satana

Un conflitto internalizzato,
esteriorizzato come guerra.
Lucifero, stella del mattino,
inneggia alla tua ribellione.
Portatore di luce
eternamente avvolto dalla notte.
Sono l’inferno, un solforoso
lago di fuoco e sofferenza.
Il mio oscuro cuore è un’agonizzante
ammasso di serpenti velenosi.
Striscia grottescamente mentre
cambio lentamente la mia pelle morente.

Nell’oscurità.
Tu verrai a me.
Nell’oscurità.
Tu mi venererai.
Nell’oscurità.
Sei mio eternamente.

La tua maledizione.
Tutte le mie menzongne.
Sii benedetto.
Signore delle mosche.
Capro espiatorio.
Respinto e disprezzato.
La mia chiesa è il mio sacrificio.
Seguimi nei luoghi della mia dannazione.
Brandisco la morte come una falce,
mietendo la mia eliminazione.
Sono un monarca, seduto
sul mio trono di colpa.
Sono l’inferno, uno sterile santuario
di decadenza e negazione.
Inabitabili sono gli oscuri abissi
del mio freddo, vuoto spazio.
La mia necropoli, le catacombe
e le tombe della malattia.
Monumentale è il tempio caduto
delle morte divinità.
Il mio necrologio,
una maledizione eterna persa nell’abisso.

E vidi una bestia ascendere dal mare.
Aveva sette teste e dieci corna.
E sulle sue corna c’erano dieci diademi,
e su ognuno di essi vi era una blasfemia.
Sorgi.
Synagoga Satanae.
Menzogne.
Lucifuge Rofocale.

Assoluta coercizione infernale
La mia processione infernale
Una bestia risorta
Bloccata dentro di me.

Sono completamente solo
Niente
Ha corrotto il mio nome.
il mio dolore, il mio regno
la mia volontà, la mia maledizione
Su di me e tranne me
Ogni giorno il mio corpo muore di fame
e la mia anima ha sete di nuovo
Sono da biasimare
come sopporto le accuse
Sono tentato
e non conosco la redenzione
Perché la mia è sofferenza.
La rabbia
E l’ambizione
fino alla morte
Amen.

Inginocchiati davanti al tuo Signore.
Io sorgerò.
Io regnerò nella blasfemia.
E alla fine, quando tu sarai mio,
sarai come me.
Nei secoli dei secoli.
In uno stagno di fuoco e zolfo.

Inverno (Requiem)

[strumentale]

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