April ethereal – Opeth

April ethereal (Aprile etereo) è la traccia numero due del terzo album degli Opeth, My Arms Your Hearse, pubblicato il 18 agosto del 1998.

Formazione Opeth (1998)

  • Mikael Åkerfeldt – voce, chitarra, basso
  • Peter Lindgren – chitarra
  • Martin Lopez – batteria

Traduzione April ethereal – Opeth

Testo tradotto di April ethereal (Åkerfeldt) degli Opeth [Candlelight Records]

April ethereal

It was me, peering through the looking-glass.
Beyond the embrace of Christ.
Like the secret face within the tapestry.
Like a bird of prey over the crest.
And she was swathed in sorrow,
as if born within its mask.

Her candlelight snuffed, the icon smiled.
Emptiness followed by her wake.
I could clasp her in undying love.
Within ghostlike rapture the final word was mine.

She faced me in awe.
‘twas a token of ebony colour.
Embodied in faint vapour.
Wandering through April’s fire.
Compelled to grasp
and to hold the one that was you.

I will endure, hide away.
I would outrun the scythe,
glaring with failure.

It is a mere destiny I thought,
a threshold I had crossed before.
The rain was waving goodbye,
and when the night came
The forest folded its branches around me.
Something passed by,
and I went into a dream.
She laughing and weeping at once:
“take me away”.

I don’t know how or why,
I’ll never know WHEN.

Aprile etereo

Ero io, che scrutavo attraverso lo specchio
Al di là dell’abbraccio di Cristo
Come il volto segreto all’interno dell’arazzo
Come un uccello rapace sopra la cima
E lei era avvolta dal dolore,
come se fosse nata dentro la sua maschera

Spense la candela con le dita, l’icona sorrise
Il vuoto seguito dal suo risveglio
Potevo stringerla a me in un amore immortale
Nell’estasi spettrale l’ultima parola fu la mia

Lei mi fronteggiò meravigliata,
era un emblema color ebano.
Incarnato in un vapore opprimente.
Vagando attraverso il fuoco di Aprile.
Costretto ad afferrare
e ad abbracciare ciò che eri.

Sopporterò, nasconditi.
Vorrei superare la falce,
osservando con odio il fallimento.

È un mero destino pensai,
una soglia che avevo già attraversato.
La pioggia diceva addio,
e quando giunse la notte
la foresta mi avvolse con le sue ramificazioni.
Qualcosa mi passò vicino,
ed entrai in un sogno.
Ridendo e piangendo allo stesso tempo lei disse
“portami via”.

Non so come o perchè,
non saprò mai QUANDO.

Tags: - 217 visite

Commenta o correggi un errore

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I diritti d'autore del materiale contenuto nel sito appartengono ai diretti proprietari. Il sito è amatoriale e assolutamente non a scopo di lucro. I testi sono stati tradotti per puro scopo didattico (comprensione del testo). Canzoni metal consiglia per la visualizzazione del sito di utilizzare Firefox o Chrome. .