Baby’s breath – Otep

Baby’s breath (Il respiro di un bambino) è la traccia numero otto del quinto album degli Otep, Atavist, pubblicato il 26 aprile del 2011.

Formazione Otep (2011)

  • Otep Shamaya – voce
  • Markus Estrada – chitarra
  • Collyn McCoy – basso
  • Gil Sharone – batteria

Traduzione Baby’s breath – Otep

Testo tradotto di Baby’s breath (Shamaya) degli Otep [Victory]

Baby’s breath

The soft sound of snow crunching
underfoot gives me comfort.
Her building is at the end of the block.
She lives on the north side.
Bottom floor. Middle apartment.
I see her: 1, 2, 3, 4, 5 steps.
Wrong key. Lock clicks. She drops her
coat and scarf in the entry and
kicks off those…vixen shoes.
She shuffles to the kitchen and pours
a glass of scotch. (I am inside)
She lights a cigarette and blows
the smoke over the match. (She doesn’t notice)

The gray smog rises from her
lips like a cremation furnace.
The simple elegance of this quiet
moment is almost irresistible.
(But, I wait)

She slugs back the scotch,
finishes her smoke and ashes it
in the sink. She unties her hair
and enters the hallway, past the
childless bedroom with the empty
crib, past the altar coated in wax
like a wedding cake, and the tiny
packages of meat, dead flowers,
and baby’s breath.

She enters the bathroom, where
she undresses. She sits on the
edge of the bath. Her naked body
folded in half, heavy tits hanging
like mushy stalactites over her
lap. (Oh, precious) She closes her
eyes and holds her head as if it
might float away.

For a moment, my thoughts drift
again, this time to the hammer
I am holding. The handle is
smooth as bone, the forged steel
head is heavy, and I feel powerful.
She reaches for the faucet
and I snap back to the moment.
Bubbles brim the edge of the
tub. Her fingers check the water
temperature and I am ready.

I move behind her. She doesn’t
hear. I swing the hammer. She
doesn’t see. I crack her skull.
She’s in the tub. Face down. I am
drowning her, mashing her head
to the bottom, knifing the claw of
the hammer into her spine and
ribs over and over and over and
over and over and over and over
and over and….

Her body stops pretending to
care and surrenders as it is supposed
to. just to be sure, I press
hard, keeping her head beneath
the bloody water a few moments
more. Her neck snaps, her nose
breaks, and her face collapses
against the bottom of the tub. I
see my reflection in the mirror
and soapy foam has formed a half
smile over the black nylon mask
I am wearing

I lean to her. The water glistens
like glass. I hover over the
surface, soft breath causing tiny
quakes, and whisper, “I have done
to you what nature has done to me.”

She doesn’t reply.

I stand and turn off the light.
The room is dark and empty.
Just like I am now.

Il respiro di un bambino

Il dolce suono della neve che scricchiola
Sotto i miei piedi, mi conforta.
Il suo edificio è alla fine del quartiere.
Vive nella zona nord.
Piano terreno. Appartamento in centro.
La vedo: 1,2,3,4,5 passi.
Chiave sbagliata. Suono di blocco. Lanciò la sua
Sciarpa e il suo cappotto all’entrata e
Butto via le sue… Scarpe splendide.
Mescola in cucina e versa
Una bottiglia di scotch. (Sono dentro)
Si accese una sigaretta e soffiò
Il fumo sopra l’accendino. (Non se ne accorge)

Il fumo grigio si sollevò sopra di lei
Labbra come un forno crematorio.
La semplice eleganza di questo momento
Quiete è quasi irresistibile.
(Ma, aspetto)

Beve tutto lo scotch,
Finisce la sua sigaretta e buttò la cenere
Nel cestino. Si sistemo i capelli ed
Entra nel corridoio, passando la stanza
Senza i bambini con un presepe vuoto,
Passa l’altare ricoperto di cera
Come una torta nuziale e le piccole
Scatole di carne, fiori morti e
Respiro di bambino.

Entra in bagno, dove comincia a
Spogliarsi. Si siede sul bordo della
Vasca. Il suo corpo nudo piegato
A metà, le pesanti tette penzolanti
Come pastosi stalattiti sul suo grembo.
(Oh, preziosa) Chiuse gli occhi
e posò la sua testa
Come se stesse galleggiando.

Per un momento, i miei pensieri andavano ancora
Alla deriva, questa volta demolisco
Sto resistendo. La maniglia è liscia
Come un osso, l’acciaio forgiato è pesante,
Mi sento potente.
Raggiunge il lavandino ed io
Scatto dietro per il momento.
Le bolle traboccano dal bordo della vasca.
Le sue dita controllano
la temperatura dell’acqua e sono pronta.

Mi muovo dietro di lei. Non riesce a sentire.
Muovo il martello. Non riesce a vedere.
Gli spacco la testa. Lei è nella vasca.
Faccia a terra. La faccio affogare,
Schiacciando la sua testa fino in fondo,
Gli conficco il fondo del martello
Nella sua spina dorsale e sfrego su e giù,
Su e giù, su e giù, su e giù,
Su e giù, su e giù, su e giù,
Su e giù, su e giù, su e giù….

Il suo corpo smette di fingere di resistere e
Si arrese come se si suppone.
Per essere sicura, schiaccio forte,
Tengo la sua testa tra l’acqua insanguinata
Per un altro po. Il suo collo schiocca,
Il suo naso si rompe e il suo volto collassa contro
Il fondo della vasca.
Vedo il mio riflesso allo specchio
La schiuma ed il sapone formano
un mezzo sorriso sopra
La maschera di nylon nera
che sto indossando.

Mi appoggio a lei. L’acqua luccica
Come il vetro. Passo sopra la superficie,
I piccoli respiri causano piccoli tremolii e
Bisbiglio: “Ti ho fatto quello che
La natura ha fatto a me.”

Non risponde.

Rimango e spengo la luce.
La stanza è buia e vuota.
Come io in questo momento.

* traduzione inviata da El Dalla

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