Beneath the howling stars – Cradle of Filth

Beneath the howling stars (Al di sotto delle ululanti stelle) è la traccia numero sette del terzo album dei Cradle of Filth, Cruelty And The Beast, pubblicato il 5 maggio 1998, concept album su Elisabetta Bathory, leggendaria serial killer ungherese dei primi del seicento.

Formazione Cradle of Filth (1998)

  • Dani Filth – voce
  • Stuart Anstis – chitarra
  • Gian Pyres – chitarra
  • Robin Eaglestone – basso
  • Nicholas Barker – batteria
  • Les Smith – tastiere

Traduzione Beneath the howling stars – Cradle of Filth

Testo tradotto di Beneath the howling stars (Filth) dei Cradle of Filth [Music for Nations]

Beneath the howling stars

Midwinter wrongs the rites of Spring
Her spinal chill rakes the earth
Whilst pensive souls at zero sing
Woebetidings of rebirth
Under cold stares of Mars maligned
Near-suicides cross their hearts
And unborns writhe in tepid brine
For something wicked this way starts

Beneath the howling stars

Elizabeth, paragon of vice
Watches the sun set pyres alight
As Bane and Tyranny,
Her Dobermans sleep
Like spellbound paramours at Her feet

A chatter of bells without
Raise hellhounds, teeth on edge
From sleighs hastened through
snow lit red
Guests espied from
the garret ledge

Great gloomy mirror tell Her face
She will outblind them all
That heavenly bodies would fall from grace
To possess such a lustrous pall

For beauty is always Cruel…
For beauty is always…

(Let destiny in chains commence…
Damnation under Gods
seeking recompense
Enslaving to the whims of this mistress)

As the dance ensued
Elizabeth’s mood
Tempered by the craft of a vitreous moon
In slick black iciness it grew
To consume
The wench Her tower tombed
Tending to Her costume
Bore the brunt of the storm
When the needle askewed
She has Her dogs maul
the bitch’s wrists through
Restored to jaded bliss
This evisceratrix
Descended to the ball
With painted blood upon Her lips
Passing like a comet so white
As to eclipse
The waltz wound down, transfixed

Devoid of all breath in the air
Even Death paled to compare
To the taint of Her splendour
So rare and engendered
‘Pon the awed throng gathered
There…

Beneath the howling stars

She danced so macabre
Men entranced divined
from Her gait
That this angel stepped from a pedestal
Had won remission from fate
By alighting to darker spheres
Delighting in held sway
For She was not unlike the Goddess
To whom the wolves bayed

“Whilst envy glanced daggers
From court maidens, arboured
Who whispered in sects
Of suspicions abroad
That Elizabeth bewitched
See how even now the whore casts
Her spells upon the Black Count
Whom Her reddened
lips hold fast”

Tongue unto tongue
Swept on tides without care
For the harpies who rallied
Their maledict glares
A halo of ravens tousled Her hair
Chandeliers a tiara
For passions ensnared

“Phantasies sexed
When their eyes, moonstruck met
Their friction wore a way
Through the sea of foreplay
Lovers at first bite
She an Eve tempted to lay
Gasping at rafters
Flesh pressed in ballet”

But caprice, honours leashed
She absconded the feast
To prowl wonderland
Beasts in hand from the Keep
Of Feudal dilemma
Well mantled in furs
Through cullis to watch
Dogstars howl at the earth

On this violent night
Unholy night
Winds lashed their limbs together
As the ether vent its wintry spite

She wished His kiss on Her frozen landscapes
To excite the bleak advance
From castle bowers
Wherein small hours
The Devil never came by chance
A lone charm tied
to Her inner thigh
Sent lusts nova as
hooves trod
Cobbled streets where lowlives fleet
Were flung to a wayward god

Midwinter wrongs the rites of Spring
Her spinal chill rakes the earth
Whilst pensive souls at zero sing
Woebetidings of rebirth
Under cold stares of Mars maligned
Near-suicides cross their hearts
And unborns writhe in tepid brine
For something wicked this way starts

Beneath the howling stars

Pounding upon the pauper ridge
Earshot of a hunched beldame
Elizabeth teased, would
He dare to please
Such elderly loins enflamed?
To this He feigned a grim disdain
Playing to Her slayful eye
But the hag replied…

“This girl that chides
Will soon be as plagued with age as I”

Her consort laughed
a plume of icy breath
For Elizabeth’s grace could raise
A flag of truce in burning heaven
Or the dead from early graves
Yet still She seethed
This proud Snow Queen
Embittered with the cursed retort
And because He sought Her loves onslaught
He gutted the crone for sport

Soon in full moon fever they were wed
Lycanthropic in the conjugal bed
Littered with aphrodisiacs
To tease dynastic union
And beget them further maniacs

Elizabeth
Free reigned, now a Countess
Outwielded and outwore
Her title like a favoured dress
Whilst Her errant Lord
Whose seasons savoured war
Stormed black to fell the infidel
Her embers, tempered, roared.

Al di sotto delle ululanti stelle

Il pieno inverno insulta i riti della Primavera
Il suo brivido dorsale rastrella la terra
Mentre anime malinconiche sparano a zero
Desolanti notizie di una rinascita
Sotto i freddi sguardi di Marte, che maledetti
E prossimi al suicidio incontrano i loro cuori
E inesistenti si contorcono nella tiepida brina
Affinché qualcosa di malvagio abbia così inizio

Al di sotto delle ululanti stelle

Elisabeth, esempio di vizio
Guarda il sole posarsi spento sulle pire
Mentre Sventura e Tirannia,
i suoi Dobermann, dormono
Come incantati amanti, ai Suoi piedi

Un rumore di campane al di fuori
Incalza i segugi infernali, con i denti in mostra,
Trainanti rapide slitte attraverso
la neve accesa di rosso
Gli ospiti sono scorti dalla
sporgenza di un abbaino

Il grande e oscuro specchio dice al Suo volto
Che lei li supererà tutti
Quei corpi idilliaci cadrebbero dalla grazia
Pur di possedere un tale lucente velo funebre

Poiché la bellezza è sempre Crudele …
Poiché la bellezza è sempre …

(Lascia che il destino incatenato abbia inizio …
Una dannazione al di sotto degli dei,
in cerca di ricompensa
Asservita ai capricci di questa padrona)

Appena il ballo ebbe inizio
L’umore di Elisabeth
Temprato dall’arte di una vitrea luna
In una chiazza di nera freddezza cominciò
A consumare
La donzella, sepolta nella sua torre
A guardia del suo costume
Subendo il culmine della tempesta
Quando l’ago si torse
Ordinò ai suoi cani di straziare
quella sgualdrina per i polsi
Ristorata da beatitudine color della giada
Questa squartatrice
Discese al ballo
Con il sangue dipinto sulle labbra
Passando come una cometa così bianca
Come per eclissare
Il valzer serpeggiante, trafitto

Senza un respiro nell’aria
Anche la morte impallidiva a confronto
Con l’alone del suo splendore
Così raro e provocante
Sopra la folla raccolta in soggezione
Lì …

Al di sotto delle ululanti stelle

Ballò in modo così macabro
Uomini affascinati
dal suo portamento indovinarono
Che quell’angelo sceso da un piedistallo
Aveva vinto la sgravio del destino
Con la discesa delle più oscure sfere
Deliziata dal primeggiare
Poiché ella non era dissimile da una Dea
A cui i lupi obbedivano

“Mentre l’invidia scagliava pugnali
Tra le donzelle di corte, ingioiellate
Che sussurravano in sette
Di sospetto, al di fuori,
Ammirando, ora più che mai,
Elisabeth quale puttana distesa,
Mandava i suoi incantesimi sul Conte Nero
Che le di lei labbra
arrossate trattenevano saldamente”

Lingua su lingua
Scopata su maree senza luna
Grazie alle Arpie che ha radunato
E i loro maledetti riflessi
Un alone di corvi sui suoi capelli arruffati
Lampadari di diademi
Di passioni intrappolate

“Fantasie sessuali
Quando i loro occhi si incontrarono, lunatici
Il loro abbraccio indossava una via
Nell’oceano dei preliminari
Amanti al primo morso
Lei è una Eva, tentata, da definire
Ansimante sulle travi
Carne schiacciata in un balletto”

Ma per capriccio e onori al guinzaglio
Lei fuggì dalla festa
Per aggirarsi in un paese delle meraviglie
Con in mano belve da mantenere
Di dilemma feudale
Bene ammantati in pellicce
Attraverso colline da ammirare
La stella Sirio ulula verso terra

In questa notte violenta
Notte sacrilega
Venti con le membra incatenate assieme
Come l’etere, nonostante il suo sfogo invernale

Lei vorrebbe il suo bacio su paesaggi gelati
Per eccitare lo squallido preliminare
Dalla stanza del castello
Nelle ore piccole
Il diavolo non è mai entrato per caso
Un fascino unico legato
all’interno della sua coscia
Inviò nuove concupiscenze come
zoccoli che calpestano
Strade acciottolate del porto malfamato
Sono stati consegnati a un dio capriccioso

Il pieno inverno insulta i riti della Primavera
Il suo brivido dorsale rastrella la terra
Mentre anime malinconiche sparano a zero
Desolanti notizie di una rinascita
Sotto i freddi sguardi di Marte, che maledetti
E prossimi al suicidio incontrano i loro cuori
E inesistenti si contorcono nella tiepida brina
Affinché qualcosa di malvagio abbia così inizio

Al di sotto delle ululanti stelle

Battendo i piedi sul suolo povero
Vicino ad una curva megera
Elisabeth era offesa, avrebbe forse
Egli osato compiacere
Quei vecchi culi arrossati?
Per questo simulò un feroce disprezzo
Librarsi dal suo occhio assassino
Ma la strega rispose …

“Questa ragazza che rimprovera
Presto sarà tormentata dall’età come me”

La sua consorte rise in un
pennacchio di gelido respiro
Per grazia di Elisabeth potrebbe levarsi
Una bandiera bianca nel cielo in fiamme
Oppure i morti dalle giovani tombe
Eppure lei ribolliva
Questa superba Regina delle Nevi
Amareggiata per la maledetta replica
E perché Egli ha ricercato i suoi assalti amorosi
Ha sventrato la vecchia per mero passatempo

Presto si sposarono nella febbre del plenilunio
Lupi mannari nel talamo coniugale
Cosparso di afrodisiaci
Per sbeffeggiare l’unione dinastica
E generarvi altri maniaci

Elisabeth
Regnava libera, ora Contessa
Tirannica ed eterna
Il suo titolo come un vestito preferito
Mentre il Suo errante signore
Le cui stagioni assaporavano la guerra
Attaccò per distruggere gli infedeli
La sua brace, rovente, ruggì

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