Il 1987 è un anno fondamentale per la storia del metal: da un lato le band più celebri conquistano le classifiche mondiali, dall’altro nell’underground si pongono le basi dei sottogeneri più estremi. È un crocevia in cui convivono l’estetica scintillante del glam, l’epica dell’heavy classico, la furia del thrash e le prime avvisaglie del death metal.
Da un lato, l’hard rock e l’heavy metal più accessibili raggiungono un successo planetario. Tra i protagonisti assoluti troviamo gli Aerosmith, che con Permanent Vacation tornano al successo internazionale grazie a brani come Dude (Looks Like a Lady), Rag Doll e Angel, aprendo la strada alla loro seconda giovinezza negli anni ’90, e i Guns N’ Roses debuttano con Appetite for Destruction, l’album che rivoluziona l’hard rock riportandolo a un’attitudine sporca e ribelle, in contrasto con l’estetica patinata del glam.
Il glam stesso, però, vive i suoi anni d’oro: Mötley Crüe con Girls, Girls, Girls, Whitesnake con l’album omonimo del 1987 e i Def Leppard con Hysteria dominano MTV. Anche i White Lion, con Pride, conquistano il grande pubblico grazie alla hit When the Children Cry, dimostrando come il lato melodico del metal potesse funzionare alla perfezione in radio.
Parallelamente, l’heavy metal tradizionale continua a produrre lavori fondamentali. Dio pubblica Dream Evil, mentre Ozzy Osbourne consolida la loro carriera solista con Tribute, live in memoria di Randy Rhoads. I Motörhead escono con Rock ‘n’ Roll, riaffermando il loro ruolo di ponte tra metal e punk. I Manowar pubblicano Fighting the World, un manifesto di epicità e battaglie in musica che rafforza il loro culto tra i fan e i Savatage con Hall of the Mountain King, danno vita a uno degli album più rappresentativi della loro carriera, capace di coniugare aggressività e atmosfere teatrali. Sul fronte più oscuro, King Diamond firma il capolavoro Abigail, un concept album che diventerà pietra miliare del metal horror e narrativo.
Il 1987 è anche un anno d’oro per il thrash metal. I Metallica, reduci dal successo di Master of Puppets (1986) e dalla morte di Cliff Burton, si trovano in un momento di transizione: non esce un album in studio, ma l’arrivo di Jason Newsted segna l’inizio di una nuova fase. Gli Anthrax pubblicano Among the Living, mentre i Testament debuttano con The Legacy. Gli Exodus, già protagonisti della scena di San Francisco, rilasciano Pleasures of the Flesh, il primo disco con il nuovo cantante Steve Souza, consolidando il loro ruolo nella Bay Area e gli Overkill, con Taking Over, firmano uno dei lavori più amati della loro carriera. In Europa, i tedeschi Kreator con Terrible Certainty e i connazionali Sodom e Destruction rafforzano la fama della Germania come capitale del thrash più estremo e aggressivo, un suono che influenzerà pesantemente il futuro del metal estremo.
Il 1987 vede anche la nascita ufficiale del death metal grazie a Scream Bloody Gore dei Death, il debutto di Chuck Schuldiner che fissa i canoni del genere con brutalità, velocità e testi horror. Allo stesso tempo i Sepultura con Schizophrenia portano dal Brasile una nuova ondata di aggressività, mentre i Celtic Frost con Into the Pandemonium osano contaminazioni inedite, dal gotico al sinfonico, aprendo la strada a futuri sviluppi avant-garde. Nello stesso anno, a New York, i Carnivore pubblicano Retaliation, un album che con la sua miscela di thrash, hardcore e atmosfere post-apocalittiche rappresenta una delle espressioni più feroci e nichiliste della scena crossover americana. Un disco che segna la fine del progetto, ma che diventerà cult soprattutto per la figura di Peter Steele, destinato a lasciare il segno nei Type O Negative.
La Germania, oltre all’ondata thrash, si conferma un centro vitale anche per l’heavy e il power. Gli Helloween con Keeper of the Seven Keys Part I scrivono un capitolo fondamentale, dando vita al power metal melodico che influenzerà intere generazioni mentre i Running Wild con Under Jolly Roger trovano la loro cifra stilistica definitiva, il cosiddetto pirate metal, destinato a diventare marchio di fabbrica. Non mancano gli esordi e le conferme sul fronte hard & heavy: U.D.O., la band di Udo Dirkschneider dopo l’addio agli Accept, pubblica Animal House; i Warlock di Doro Pesch continuano la loro scalata internazionale con Triumph and Agony, trainato dal singolo All We Are; i Bonfire con Don’t Touch the Light offrono invece un hard rock melodico in linea con il gusto americano.
*con il bordo dorato gli album tradotti completamente
























































