Traduzione testi Iron Maiden

Gli Iron Maiden sono una band heavy metal britannica fondata nel 1975 a Londra dal bassista Steve Harris, tuttora leader del gruppo. Con oltre 100 milioni di dischi venduti e album fondamentali come The Number of the Beast, Piece of Mind e Powerslave, sono tra i maggiori esponenti del genere. La loro celebre mascotte è Eddie, ideata dall’illustratore Derek Riggs.
La storia della band è legata a tre cantanti: Paul Di’Anno, Bruce Dickinson e Blaze Bayley. Dal 1999, con il ritorno di Dickinson e del chitarrista Adrian Smith, la formazione comprende tre chitarre, affiancate da Dave Murray e Janick Gers. Nel 2025 il gruppo ha celebrato i cinquant’anni con il Run For Your Lives World Tour, proseguito nel 2026. Dal vivo, il batterista Nicko McBrain, ritiratosi nel 2024, è sostituito da Simon Dawson.

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La discografia principale

Iron Maiden (14/04/1980)

Il debutto è preceduto da The Soundhouse Tapes (1979), EP autoprodotto che raccoglie tre brani: Iron Maiden, Invasion e Prowler. Con Paul Di’Anno alla voce, Dave Murray e Dennis Stratton alle chitarre, Steve Harris al basso e Clive Burr alla batteria, il disco unisce l’energia del punk alla potenza dell’heavy metal britannico di fine anni Settanta. Tra i brani più rappresentativi figurano Running Free, Phantom of the Opera e Sanctuary, mentre Transylvania è uno strumentale.

Iron Maiden - album omonimo
  1. Prowler [Predatore]
  2. Remember tomorrow [Ricorda il domani]
  3. Running free [Correre libero]
  4. Phantom of the Opera [Il fantasma dell’opera]
  5. Transylvania (strumentale)
  6. Strange world [Strano mondo]
  7. Charlotte the Harlot [Charlotte la prostituta]
  8. Iron Maiden [Vergine di ferro]
  9. Sanctuary [Rifugio]

Killers (02/02/1981)

Nel 1980 il gruppo pubblica anche il singolo Women in Uniform, cover dell’omonimo brano degli australiani Skyhooks, che non viene inclusa negli album in studio. Dennis Stratton lascia la band e viene sostituito da Adrian Smith, amico di lunga data di Murray. Prodotto da Martin Birch, che diventerà il principale collaboratore del gruppo fino al 1992, Killers presenta un suono più compatto e aggressivo rispetto al debutto. Tra i brani spiccano Wrathchild, Murders in the Rue Morgue, ispirata al racconto di Edgar Allan Poe, e i due strumentali The Ides of March e Genghis Khan. È l’ultimo album con Paul Di’Anno.

Iron Maiden - Killers
  1. The ides of March (strumentale)
  2. Wrathchild [Figlio del furore]
  3. Murders in the Rue Morgue [Omicidio in Via Morgue]
  4. Another life [Un’altra vita]
  5. Genghis Khan (strumentale)
  6. Innocent exile [Esilio innocente]
  7. Killers [Assassini]
  8. Prodigal son [Figliol prodigo]
  9. Purgatory [Purgatorio]
  10. Twilight zone [Zona del crepuscolo]
  11. Drifter [Errante]

The number of the beast (22/03/1982)

Dopo il tour di Killers e l’EP dal vivo Maiden Japan (1981), registrato a Nagoya, in Giappone, Paul Di’Anno viene allontanato dalla band e sostituito da Bruce Dickinson, ex cantante dei Samson. Il nuovo frontman affianca Murray, Smith, Harris e Clive Burr in un album che porta gli Iron Maiden al successo internazionale, raggiungendo il primo posto nella classifica britannica. Contiene classici come Run to the Hills, primo singolo del gruppo a entrare nella top ten britannica, Hallowed Be Thy Name e la title track, quest’ultima al centro di polemiche negli Stati Uniti per i suoi riferimenti al satanismo e all’immaginario occulto.

Iron Maiden - The number of the beast
  1. Invaders [Invasori]
  2. Children of the damned [Figli dei dannati]
  3. The prisoner [Il prigioniero]
  4. 22 Acacia avenue [Viale Acacia 22]
  5. The number of the beast [Il Numero Della Bestia]
  6. Run to the hills [Fuggite verso le colline]
  7. Gangland [Mondo della malavita]
  8. Total eclipse [Eclissi totale]
  9. Hallowed be thy name [Sia santificato il tuo nome]

Piece of mind (16/05/1983)

Clive Burr lascia il gruppo e viene sostituito da Nicko McBrain, già batterista dei Trust. Si consolida così la formazione composta da Dickinson, Murray, Smith, Harris e McBrain, destinata a rimanere invariata fino al 1989. L’album conferma la crescita musicale della band e propone testi ispirati alla storia, alla letteratura e al cinema. Tra i brani più celebri figurano The Trooper, ispirata alla carica della brigata leggera durante la guerra di Crimea, Where Eagles Dare, Flight of Icarus e Revelations.

Iron Maiden - Piece of mind
  1. Where eagles dare [Dove osano le aquile]
  2. Revelations [Rivelazioni]
  3. Flight of Icarus [Il volo di Icaro]
  4. Die with your boots on [Muori con gli stivali addosso]
  5. The trooper [Il soldato]
  6. Still life [Natura morta]
  7. Quest for fire [La ricerca del fuoco]
  8. Sun and steel [Sole e acciaio]
  9. To tame a land [Sottomettere una terra]

Powerslave (03/09/1984)

Caratterizzato dalla celebre copertina ambientata nell’antico Egitto, Powerslave alterna riferimenti storici e bellici a suggestioni letterarie. Aces High racconta i combattimenti aerei della battaglia d’Inghilterra, mentre 2 Minutes to Midnight affronta la minaccia di una guerra nucleare. Il disco si conclude con Rime of the Ancient Mariner, composizione di oltre tredici minuti ispirata all’omonimo poema di Samuel Taylor Coleridge.

Iron Maiden - Powerslave
  1. Aces high [Assi volanti]
  2. 2 minutes to midnight [2 minuti a mezzanotte]
  3. Losfer Words (Big ‘Orra) (strumentale)
  4. Flash of the blade [Il bagliore della lama]
  5. The duellists [I duellanti]
  6. Back in the village [Ritorno al villaggio]
  7. Powerslave [Schiavo del potere]
  8. Rime of the ancient mariner [La ballata del vecchio marinaio]

Somewhere in Time (11/10/1986)

Dopo il World Slavery Tour, la band pubblica Live After Death (1985), registrato principalmente alla Long Beach Arena, in California, con una parte del disco proveniente dall’Hammersmith Odeon di Londra. Considerato uno dei live più rappresentativi dell’heavy metal degli anni Ottanta, documenta una delle stagioni più spettacolari della carriera del gruppo. Il successivo ritorno in studio introduce una novità sonora: per la prima volta gli Iron Maiden utilizzano sintetizzatori per chitarra, ottenendo un sound più moderno. I testi esplorano il tempo, il futuro e la fantascienza, come in Caught Somewhere in Time e Heaven Can Wait. Wasted Years, scritta da Adrian Smith, diventa uno dei singoli più amati della band.

Iron Maiden - Somewhere in time
  1. Caught somewhere in time [Catturato da qualche parte nel tempo]
  2. Wasted years [Anni perduti]
  3. Sea of madness [Mare di pazzia]
  4. Heaven can wait [Il paradiso può attendere]
  5. The loneliness of the long distance runner [La solitudine del maratoneta]
  6. Stranger in a strange land [Straniero in una terra straniera]
  7. Deja vu [Deja vu]
  8. Alexander the Great [Alessandro Magno]

Seventh Son of a Seventh Son (11/04/1988)

Con la stessa formazione dei tre album precedenti, gli Iron Maiden realizzano il loro secondo concept album, costruito attorno alla figura del settimo figlio di un settimo figlio, destinato a possedere poteri profetici. Il protagonista è tormentato dalle visioni del futuro e cerca di mettere in guardia gli altri, ma viene ostacolato dall’incomprensione e dalla diffidenza. L’opera sviluppa così temi come il destino, la chiaroveggenza, il bene e il male, attraverso una struttura musicale più progressiva e ricca di tastiere. Tra i brani principali figurano Can I Play with Madness, The Evil That Men Do e The Clairvoyant.

Iron Maiden - Seventh Son of a Seventh Son
  1. Moonchild [Figlio della luna]
  2. Infinite dreams [Sogni infiniti]
  3. Can I play with madness [Posso giocarmela con la pazzia?]
  4. The evil that men do [Il male che gli uomini fanno]
  5. Seventh son of a seventh son [Settimo figlio di un settimo figlio]
  6. The prophecy [La profezia]
  7. The clairvoyant [Il chiaroveggente]
  8. Only the good die young [Solo i buoni muoiono giovani]

No Prayer for the Dying (01/10/1990)

Dopo il tour di Seventh Son of a Seventh Son, documentato dal video dal vivo Maiden England (1989), Adrian Smith lascia il gruppo per divergenze sulla direzione musicale. Al suo posto arriva Janick Gers, già chitarrista nel primo album solista di Bruce Dickinson, Tattooed Millionaire (1990). Con No Prayer for the Dying, gli Iron Maiden abbandonano parte delle sonorità progressive del disco precedente per tornare a un heavy metal più essenziale e diretto. L’album contiene Bring Your Daughter… to the Slaughter, brano inizialmente realizzato da Dickinson per la colonna sonora del film horror Nightmare 5 – Il mito, che nel gennaio 1991 diventa il primo singolo della band a raggiungere il numero uno della classifica britannica.

Iron Maiden - No Prayer for the Dying
  1. Tailgunner [Mitragliere di coda]
  2. Holy smoke [Fumo sacro]
  3. No prayer for the dying [Nessuna preghiera per il morente]
  4. Public enema number One [Clistere pubblico numero uno]
  5. Fates warning [Destini ammonitori]
  6. The assassin [L’assassino]
  7. Run silent run deep [In silenzio, in profondità]
  8. Hooks in you [Uncini in te]
  9. Bring your daughter…to the slaughter [Porta tua figlia al macello]
  10. Mother Russia [Madre Russia]

Fear of the Dark (12/05/1992)

È l’ultimo album in studio con Bruce Dickinson prima del suo addio nel 1993. Il disco si apre con l’incalzante Be Quick or Be Dead, mentre Wasting Love rappresenta una delle ballate più note del gruppo. La title track, costruita attorno alla paura del buio e a un ritornello particolarmente coinvolgente, diventerà uno dei momenti più attesi dei concerti. I testi spaziano dalle paure personali ai conflitti armati, come in Afraid to Shoot Strangers, ispirata alla guerra del Golfo.

Iron Maiden - Fear of the dark
  1. Be quick or be dead [Sii veloce o sei morto]
  2. From here to eternity [Da qui all’eternità]
  3. Afraid to shoot strangers [Timoroso di sparare agli sconosciuti]
  4. Fear is the key [La paura è la chiave]
  5. Childhood’s end [Fine dell’infanzia]
  6. Wasting love [Amore sprecato]
  7. The fugitive [Il fuggitivo]
  8. Chains of misery [Catene di sofferenza]
  9. The apparition [L’apparizione]
  10. Judas be my guide [Giuda sii la mia guida]
  11. Weekend warrior [Guerriero della domenica]
  12. Fear of the dark [Paura del buio]

The X Factor (02/10/1995)

Dopo l’addio di Dickinson, che nel 1993 lascia la band per dedicarsi alla carriera solista, gli Iron Maiden scelgono come nuovo cantante Blaze Bayley, già frontman dei Wolfsbane. Nel frattempo escono tre album dal vivo: A Real Live One, A Real Dead One e Live at Donington, pubblicati nel 1993; quest’ultimo documenta l’esibizione al festival Monsters of Rock del 22 agosto 1992. Prodotto da Steve Harris e Nigel Green, The X Factor presenta sonorità più cupe e introspettive rispetto ai lavori precedenti. Tra i brani principali figurano Sign of the Cross, lunga composizione ispirata anche alle atmosfere di Il nome della rosa di Umberto Eco, e Man on the Edge, singolo che raggiunge la decima posizione nella classifica britannica.

Iron Maiden - The X Factor
  1. Sign of the cross [Il segno della croce]
  2. Lord of the flies [Il signore delle mosche]
  3. Man on the edge [Uomo sul baratro]
  4. Fortunes of war [Vicende belliche]
  5. Look for the truth [Cercando la verità]
  6. The aftermath [La conseguenza]
  7. Judgement of heaven [Giudizio del cielo]
  8. Blood on the world’s hands [Sangue sulle mani del mondo]
  9. The edge of darkness [L’orlo delle tenebre]
  10. 2 A.M. [Le due del mattino]
  11. The unbeliever [Il miscredente]

Virtual XI (23/03/1998)

Nel 1996 esce Best of the Beast, prima raccolta ufficiale della band, che comprende anche Virus, brano inedito pubblicato come singolo e realizzato durante il periodo con Blaze Bayley alla voce. Virtual XI è il secondo e ultimo album in studio con il cantante: il titolo richiama il mondo del calcio e la realtà virtuale, mentre la copertina e la promozione si inseriscono nel clima di attesa per i Mondiali del 1998. Nonostante brani come The Clansman e Futureal, il disco ottiene risultati commerciali inferiori rispetto ai grandi successi degli anni Ottanta. Dopo il tour, Bayley lascia il gruppo all’inizio del 1999.

Iron Maiden - Virtual XI
  1. Futureal [Futureal]
  2. The angel and the gambler [L’angelo e il giocatore d’azzardo]
  3. Lightning strikes twice [Il fulmine colpisce due volte]
  4. The clansman [L’uomo del clan]
  5. When two worlds collide [Quando due mondi si scontrano]
  6. The educated fool [Lo sciocco istruito]
  7. Don’t look to the eyes of a stranger [Non guardate negli occhi di uno sconosciuto]
  8. Como estais amigos [Come state amici]

Brave New World (29/05/2000)

Nel 1999 tornano Bruce Dickinson e Adrian Smith, dando vita alla formazione a sei con tre chitarristi: Smith, Dave Murray e Janick Gers. La reunion viene celebrata con il tour Ed Hunter, legato anche all’uscita dell’omonima raccolta e videogioco. Prodotto da Kevin Shirley, che diventerà il principale collaboratore della band per i successivi album in studio, Brave New World segna il ritorno a sonorità epiche e composizioni articolate. Tra i brani più rappresentativi figurano The Wicker Man, Blood Brothers e la title track.

Iron Maiden - Brave New World
  1. The wicker man [L’uomo di vimini]
  2. Ghost of the navigator [Il fantasma del navigatore]
  3. Brave new world [Il meraviglioso nuovo mondo]
  4. Blood brothers [Fratelli di sangue]
  5. The mercenary [Il mercenario]
  6. Dream of mirrors [Sogni di specchi]
  7. The fallen angel [L’angelo caduto]
  8. The nomad [Il nomade]
  9. Out of the silent planet [Fuori dal pianeta silenzioso]
  10. The thin line between love and hate [La sottile linea tra amore e odio]

Dance of Death (08/09/2003)

Prima del nuovo album escono il doppio live Rock in Rio (2002), registrato durante il concerto del 2001 in Brasile, e Beast over Hammersmith (2002), testimonianza d’archivio di un’esibizione del 1982. Dance of Death è il secondo album realizzato dalla formazione a sei e alterna episodi più immediati a composizioni articolate, con testi che spaziano dalla storia alla fantasia. Tra i brani figurano Wildest Dreams, Rainmaker, Paschendale, dedicata alla battaglia di Passchendaele durante la Prima guerra mondiale, e la title track, caratterizzata da atmosfere teatrali e suggestioni macabre.

Iron Maiden - Dance of Death
  1. Wildest dreams [I sogni più selvaggi]
  2. Rainmaker [L’uomo della pioggia]
  3. No more lies [Basta bugie]
  4. Montségur [Montségur]
  5. Dance of death [La danza della morte]
  6. Gates of tomorrow [Le porte del domani]
  7. New frontier [Nuova frontiera]
  8. Paschendale [Paschendale]
  9. Face in the sand [Faccia nella sabbia]
  10. Age of innocence [L’età dell’innocenza]
  11. Journeyman [Viaggiatore]

A Matter of Life and Death (28/08/2006)

Dopo il tour di Dance of Death, documentato dal live Death on the Road (2005), registrato a Dortmund, gli Iron Maiden pubblicano un album compatto e dai toni cupi, incentrato soprattutto sulla guerra, sulla religione e sulle contraddizioni della condizione umana. Le composizioni sono lunghe e articolate, come These Colours Don’t Run, dedicata ai soldati e alle conseguenze dei conflitti, The Longest Day, sullo sbarco in Normandia, e Brighter Than a Thousand Suns, che richiama la minaccia nucleare. Durante il tour del 2006 la band esegue l’album per intero.

Iron Maiden - A Matter of Life and Death
  1. Different world [Un mondo diverso]
  2. These colours don’t run [Questi colori non scappano]
  3. Brighter than a thousand suns [Più luminoso di mille soli]
  4. The pilgrim [Il pellegrino]
  5. The longest day [Il giorno più lungo]
  6. Out of the shadows [Fuori dall’ombra]
  7. The reincarnation of Benjamin Breeg [La reincarnazione di Benjamin Breeg]
  8. For the greater good of god [Per il più grande bene di Dio]
  9. Lord of light [Signore della luce]
  10. The legacy [L’eredità]

The Final Frontier (16/08/2010)

Dopo il Somewhere Back in Time World Tour (2008-2009), dedicato soprattutto al repertorio degli anni Ottanta e documentato dal film e album dal vivo Flight 666 (2009), gli Iron Maiden tornano in studio con un lavoro in cui fantascienza, spazio e viaggi assumono un ruolo centrale. The Final Frontier si apre con la lunga introduzione di Satellite 15… The Final Frontier e comprende brani come Coming Home ed El Dorado. Quest’ultima si aggiudica nel 2011 il Grammy Award per la migliore interpretazione metal, il primo Grammy vinto dalla band.

Iron Maiden - The Final Frontier
  1. Satellite 15….The final frontier [Satellite 15…L’ultima frontiera]
  2. El Dorado [El Dorado]
  3. Mother of mercy [Madre di misericordia]
  4. Coming home [Tornando a casa]
  5. The alchemist [L’Alchimista]
  6. Isle of Avalon [L’isola di Avalon]
  7. Starblind [Accecato dalle stelle]
  8. The talisman [Il talismano]
  9. The man who would be king [L’uomo che volle essere re]
  10. When the wild wind blows [Quando soffia un folle vento]

The Book of Souls (05/09/2015)

Dopo il live En Vivo! (2012), registrato a Santiago del Cile durante il tour di The Final Frontier, e il Maiden England World Tour (2012-2014), il gruppo pubblica il suo primo doppio album in studio. Registrato a Parigi, The Book of Souls supera i novanta minuti e propone composizioni epiche, con riferimenti alla mitologia e alla civiltà maya. Il brano conclusivo, Empire of the Clouds, dura oltre diciotto minuti: scritto da Bruce Dickinson al pianoforte, è la composizione più lunga pubblicata dalla band. L’uscita dell’album viene posticipata rispetto ai piani iniziali per consentire a Dickinson di curarsi da un tumore alla lingua, dal quale guarisce.

Iron Maiden - The Book of souls
  1. If eternity should fail [Se dovesse fallire l’eternità]
  2. Speed of light [Velocità della luce]
  3. The great unknown [Il grande ignoto]
  4. The red and the black [Il rosso e il nero]
  5. When the river runs deep [Quando il fiume è profondo]
  6. The book of souls [Il libro di anime]
  7. Death or glory [Morte o gloria]
  8. Shadows of the valley [Le ombre della valle]
  9. Tears of a clown [Le lacrime di un clown]
  10. The man of sorrows [L’uomo dei dolori]
  11. Empire of the clouds [L’impero delle nuvole]

Senjutsu (03/09/2021)

Dopo il tour di The Book of Souls, documentato dal live The Book of Souls: Live Chapter (2017), e il Legacy of the Beast World Tour (2018-2022), da cui viene tratto Nights of the Dead, Legacy of the Beast: Live in Mexico City (2020), gli Iron Maiden pubblicano il loro secondo doppio album in studio. Registrato nel 2019, prima della pandemia di COVID-19, Senjutsu presenta un sound epico e composizioni di ampio respiro, con numerosi riferimenti alla guerra, alla storia e alla strategia militare. Il titolo giapponese può essere tradotto come «tattica e strategia». Il Future Past World Tour (2023-2024) affianca i nuovi brani a quelli di Somewhere in Time e ad altri classici del repertorio. Nel 2025 prende il via il Run For Your Lives World Tour, proseguito nel 2026 per celebrare i cinquant’anni dalla fondazione della band, con una scaletta incentrata sui primi nove album e Simon Dawson alla batteria dal vivo al posto di Nicko McBrain.

Iron Maiden - Senjutsu
  1. Senjutsu [Tattica e strategia]
  2. Stratego [Stratega]
  3. The writing on the wall [Le scritte sui muri]
  4. Lost in a lost world [Perso in un mondo perduto]
  5. Days of future past [Giorni di un futuro passato]
  6. The time machine [La macchina del tempo]
  7. Darkest hour [L’ora più buia]
  8. Death of the Celts [La morte dei Celti]
  9. The parchment [La pergamena]
  10. Hell on Earth [Inferno sulla terra]

Altre canzoni tradotte

  1. Women in uniform [Donne In Uniforme]
  2. Virus [Virus]
  3. Reach out [Allunga la mano]
  4. Invasion [Invasione]
  5. Burning ambition [Ardente ambizione]
  6. I live my way [Vivo a modo mio]
  7. Nodding Donkey Blues [Il blues dell’asino ciondolante]