Tra la fine degli anni ’60 e i primi anni ’70, la musica rock vive una trasformazione profonda. In quegli anni, il rock inizia a liberarsi della sua innocenza hippie per abbracciare suoni più cupi, più rumorosi e più aggressivi, dando vita a un’estetica nuova: quella della potenza, del malessere urbano, dell’epica distorta. Il primo segnale arriva nel 1968 con band come Blue Cheer e Iron Butterfly, ma è nel 1969 che il suono si rafforza grazie ai Led Zeppelin, che con i primi due album definiscono le basi dell’hard rock. Intanto i Deep Purple e i Grand Funk Railroad iniziano a spingere oltre i confini del rock tradizionale.
Il 1970 è l’anno zero del metal: i Black Sabbath pubblicano Black Sabbath e Paranoid, dischi che introducono riff lenti, atmosfere cupe e testi esistenziali. Nasce così un nuovo genere, potente e oscuro. Nello stesso periodo, Deep Purple con In Rock, Uriah Heep, e Thin Lizzy si affermano come protagonisti dell’hard rock britannico.
Tra il 1971 e il 1973, il genere esplode: Led Zeppelin IV, Machine Head dei Deep Purple e Master of Reality dei Black Sabbath portano l’hard rock e il metal nelle arene di tutto il mondo. Band come Budgie, Blue Öyster Cult e Queen iniziano a esplorare nuove direzioni, preparando il terreno per le evoluzioni future. Parallelamente, in America emergono gruppi come gli Aerosmith, che combinano hard rock e blues, e Alice Cooper, che porta teatralità e shock rock nelle performance. Tra le band europee, gli Scorpions iniziano a farsi notare con un sound duro e melodico, mentre gli Elf, con Ronnie James Dio alla voce, anticipano sonorità metal più epiche.
*con il bordo dorato gli album tradotti completamente























