La cruz de Santiago – Mägo de Oz

La cruz de Santiago (La croce di Santiago) è la traccia numero tre del quinto album dei Mägo de Oz, Finisterra, pubblicato il 14 maggio del 2000.

Formazione Mägo de Oz (2000)

  • Jose “El Rey” – voce
  • Carlitos – chitarra
  • Frank – chitarra
  • Salva – basso
  • Txus Di Fellatio – batteria
  • Sergio Cisneros – tastiere
  • Mohamed – violino
  • Fernando Ponce de León – flauti, cornamuse

Traduzione La cruz de Santiago – Mägo de Oz

Testo tradotto di La cruz de Santiago (Txus, Frank) dei Mägo de Oz [Locomotive Music]

La cruz de Santiago

No era el hombre más honesto
Pero él…
Era un hombre valiente y fiel
Tampoco la piedad se cobijaba en él

Malvivía, alquilando por tres maravedís
Su espada y vizcaína en
Ajustes de poco lustre y de peor fin

Eran tiempos duros
y había que buscarse el pan
Reinaban la picaresca,
la espada y el “voto a tal”

Brilla el acero en su mano
Perla su cara el sudor
Donde el mar no tiene dueño irá…
Irá a buscar

A su espalda, una sombra y a pie
Le seguía sin perder ningún detalle
Parecía aprender

Su mirada reflejaba calma y paz
Su voz grave y familiar
Relataba leyendas de la antigüedad

Algo misterioso le envolvía,
no dormía jamás
Cuentan que se alimentaba
del relato popular

Brilla la Cruz de Santiago
En su pecho, por el Sol
Su rostro jamás descubrió
Su nombre ocultó

En el tejado del tiempo
En el desván de los sueños
Se ahoga una voz:
“No creas en todo lo que veas
Sólo haz caso a tu intuición

Y si albergas la duda
Nunca hallarás consuelo
en tu interior
Lanza bien los dados
Porque el juego del camino ha comenzado

Agudiza tu ingenio
Sírvete de mancias
Sírvete del tarot
Lee en el alma del bosque
Y adivina dónde la muerte se escondió”

La croce di Santiago

Non era l’uomo più onesto
ma lui…
era un uomo coraggioso e fedele
neanche la pietà albergava in lui.

Tirava avanti, affittando per tre maravedì
la sua spada e la sua daga vizcaina in
affari di poco conto e scopi peggiori.

Erano tempi duri
e c’era da guadagnarsi il pane.
Regnavano i furbi,
la spada e il “voto a uno qualsiasi”

Brilla l’acciaio nella sua mano,
scivola sul viso il sudore,
dove il mare non ha padrone lui andrà…
andrà a cercare.

Alle sue spalle, un’ombra e a piedi
lo seguiva senza perdere nessun dettaglio,
sembrava imparasse.

Il suo sguardo rifletteva calma e pace
la sua voce grave e famigliare
raccontava leggende dell’antichità

Qualcosa di misterioso lo circondava,
non dormiva mai
si dice che si alimentava
dei racconti popolari.

Brilla la Croce di Santiago
sul suo petto, a causa del Sole
il suo volto mai scoperse
il suo nome occultò.

Nel tetto del tempo,
nella soffitta dei sogni
affoga una voce:
“non credere in tutto quello che vedi
dai retta solo al tuo intuito

E se il dubbio alberga in te
non riuscirai a trovare mai consolazione
dentro di te.
Tira bene i dadi
perché il gioco del cammino è cominciato

Aguzza il tuo ingegno,
serviti della magia,
Fai uso del tarocco,
leggi nell’anima del bosco
e indovina dove si è nascosta la morte”.

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