Ronnie James Dio (1942-2010) è stato uno dei cantanti più importanti nella storia dell’heavy metal, prima con Rainbow e Black Sabbath e poi alla guida della band che porta il suo nome, fondata nel 1982 insieme al chitarrista Vivian Campbell, al bassista Jimmy Bain e al batterista Vinny Appice. Con Dio si afferma anche uno dei simboli più riconoscibili del metal: il celebre gesto delle «corna» che Ronnie contribuì a rendere popolare tra i fan di tutto il mondo.
Il debutto Holy Diver (1983) e il successivo The Last in Line (1984) sono considerati tra gli album fondamentali dell’heavy metal, con brani come Holy Diver e Rainbow in the Dark diventati veri e propri classici del genere. Nel corso di dieci album in studio, pubblicati tra il 1983 e il 2004, i Dio attraversarono fasi diverse: dall’immaginario epico e fantasy dei primi lavori alla svolta più cupa e moderna di metà anni ’90 con Strange Highways e Angry Machines, fino al ritorno alle sonorità più classiche di Magica, Killing the Dragon e Master of the Moon. La band si sciolse dopo la morte di Ronnie, avvenuta il 16 maggio 2010 a causa di un tumore allo stomaco.
Vedi la classifica delle 50 canzoni più viste di R.J.Dio.
La discografia principale
- 1983 – Holy Diver
- 1984 – The Last in Line
- 1985 – Sacred Heart
- 1987 – Dream Evil
- 1990 – Lock Up the Wolves
- 1993 – Strange Highways
- 1996 – Angry Machines
- 2000 – Magica
- 2002 – Killing the Dragon
- 2004 – Master of the Moon
Holy Diver (25/05/1983)
Il debutto, con Vivian Campbell alla chitarra, Jimmy Bain al basso e Vinny Appice alla batteria, è uno degli album più celebri della band. I testi mescolano immaginario fantasy e mistico, tra guerrieri, arcobaleni e figure simboliche, in brani diventati classici come Holy Diver e Rainbow in the Dark. Prodotto dallo stesso Ronnie James Dio, l’album pone le basi dello stile che caratterizzerà la band negli anni successivi.

- Stand up and shout [Alzati in piedi e grida]
- Holy diver [Santo tuffatore]
- Gypsy [Zingaro]
- Caught in the middle [Preso nel mezzo]
- Don’t talk to strangers [Non parlare agli sconosciuti]
- Straight through the heart [Dritto al cuore]
- Invisible [Invisibile]
- Rainbow in the dark [Un arcobaleno nel buio]
- Shame on the night [Vergognati notte]
The Last in Line (13/07/1984)
Con l’ingresso del tastierista Claude Schnell, il sound si arricchisce senza perdere l’impatto del disco precedente. I testi restano nel solco dell’epica dark-fantasy, tra viaggi, inganni, destino e presagi, come nei brani The Last in Line e Mystery. L’album ottiene un importante successo commerciale e consolida rapidamente i Dio come una delle realtà più affermate dell’heavy metal degli anni ’80.

- We rock [Noi suoniamo il rock]
- The last in line [L’ultimo della fila]
- Breathless [Senza fiato]
- I speed at night [Alla notte vado di fretta]
- One night in the city [Una notte in città]
- Evil eyes [Occhi malvagi]
- Mystery [Mistero]
- Eat your heart out [Roditi il fegato]
- Egypt (the chains are on) [Egitto, le catene sono su]
Sacred Heart (15/08/1985)
Con la stessa formazione del disco precedente, i Dio ampliano il proprio sound verso atmosfere più accessibili senza abbandonare l’impronta heavy metal. I testi alternano amore, fede, desiderio e disillusione, come nella title track Sacred Heart e in Hungry for Heaven. Il tour diventa famoso per la spettacolare scenografia dominata da un enorme drago meccanico e porta anche alla pubblicazione di Intermission (1986), il primo album dal vivo della band, registrato durante le date del tour.

- King of rock and roll [Re del rock’n’roll]
- Sacred heart [Sacro cuore]
- Another lie [Un’altra bugia]
- Rock ‘n’ roll children [Figli del rock’n’roll]
- Hungry for heaven [Affamato di paradiso]
- Like the beat of a heart [Come il battito di un cuore]
- Just another day [Solo un altro giorno]
- Fallen angels [Angeli caduti]
- Shoot shoot [Spara spara]
Dream Evil (21/07/1987)
Craig Goldy sostituisce Vivian Campbell alla chitarra. I testi tornano su atmosfere cupe e oniriche, tra incubi, inganni e figure notturne, come suggerisce già il titolo dell’album e confermano brani come Night People e Faces in the Window. È inoltre l’ultimo album in studio con Claude Schnell alle tastiere prima di un nuovo cambiamento nella formazione.

- Night people [Popolo della notte]
- Dream evil [Sogno malvagio]
- Sunset Superman [Superman del tramonto]
- All the fools sailed away [Tutti gli sciocchi sono salpati]
- Naked in the rain [Nudi sotto la pioggia]
- Overlove [Troppo amore]
- I could have been a dreamer [Avrei potuto essere un sognatore]
- Faces in the window [Volti alla finestra]
- When a woman cries [Quando piange una donna]
Lock Up the Wolves (15/05/1990)
La formazione cambia quasi completamente: arrivano il giovane chitarrista Rowan Robertson, il bassista Teddy Cook, il batterista Simon Wright e il tastierista Jens Johansson. Il sound mantiene la potenza dell’heavy metal ma assume un’impronta più aggressiva, mentre i testi affrontano libertà, ribellione, solitudine e conflitto, come in Wild One e Lock Up the Wolves. Dopo questo album, Dio interromperà temporaneamente l’attività della propria band per tornare nei Black Sabbath, con i quali pubblicherà Dehumanizer nel 1992.

- Wild one [Il selvaggio]
- Born on the sun [Nato sul sole]
- Hey Angel [Hey Angelo]
- Between two hearts [Tra due cuori]
- Night music [La musica della notte]
- Lock up the wolves [Rinchiudete i lupi]
- Evil on Queen Street [Il male su Queen Street]
- Walk on water [Camminare sull’acqua]
- Twisted [Confuso]
- Why are they watching me [Perché mi stanno guardando]
- My eyes [I miei occhi]
Strange Highways (25/10/1993)
Con Tracy G alla chitarra e Jeff Pilson al basso, i Dio adottano un sound più moderno, pesante e graffiante, lontano dalle atmosfere più classiche degli esordi. Anche i testi diventano più diretti e disincantati, con temi legati al dolore, alla solitudine e alla condizione umana, come in Pain e One Foot in the Grave.

- Jesus, Mary, & the Holy Ghost [Gesù, Maria e lo Spirito santo]
- Firehead [Testa di fuoco]
- Strange highways [Strane autostrade]
- Hollywood black [Malvagia Hollywood]
- Evilution [Evoluzione maligna]
- Pain [Dolore]
- One foot in the grave [Un piede nella tomba]
- Give her the gun [Datele la pistola]
- Blood from a stone [Sangue da una pietra]
- Here’s to you [Alla vostra]
- Bring down the rain [Fai cadere la pioggia]
Angry Machines (15/10/1996)
Stessa formazione del disco precedente, con Scott Warren alle tastiere. Il sound prosegue nella direzione più moderna e sperimentale intrapresa con Strange Highways, mentre i testi alternano riflessioni sulla società, sul potere, sull’isolamento e sulla condizione dell’uomo, fino alla provocatoria God Hates Heavy Metal. È l’ultimo album in studio con Tracy G alla chitarra; il successivo Inferno: Last in Live (1998) documenta dal vivo questo periodo della carriera, affiancando ai classici della band diversi brani degli album più recenti.

- Institutional man [Uomo istituzionale]
- Don’t tell the kids [Non ditelo ai bambini]
- Black [Nero]
- Hunter of the heart [Cacciatore del cuore]
- Stay out of my mind [Stai fuori dalla mia testa]
- Big sister [Grande sorella]
- Double monday [Doppio lunedì]
- Golden rules [Regole d’oro]
- Dying in America [Morendo in America]
- This is your life [Questa è la tua vita]
- God hates heavy metal [Dio odia l’heavy metal]
Magica (21/03/2000)
Testi tradotti dell’album Magica
[Ronnie James Dio, Craig Goldy, Simon Wright, Scott Warren, Jimmy Bain]
Concept album fantasy ambientato sul pianeta Blessing, dove il mago Eriel si oppone alle forze di Evilsyde e cerca di salvare il proprio popolo attraverso il giovane Challis. Con Craig Goldy nuovamente alla chitarra, i Dio recuperano l’impronta epica e narrativa degli esordi. L’album era stato concepito come il primo capitolo di una trilogia, ma i successivi Magica II e Magica III rimasero incompiuti dopo la morte di Dio.

- Discovery [Scoperta]
- Magica theme (strumentale)
- Lord of the last day [Il signore dell’ultimo giorno]
- Fever dreams [Sogni febbrili]
- Turn to stone [Trasformato in pietra]
- Feed my head [Alimentano la mia testa]
- Eriel [Eriel]
- Challis [Challis]
- As long as it’s not about love [Purchè non si tratti di amore]
- Losing my insanity [Sto perdendo la mia follia]
- Otherworld [Altro mondo]
- Magica (Reprise) [Magica – ripresa]
- Lord of the Last Day (Reprise) [Il signore dell’ultimo giorno – ripresa]
Killing the Dragon (21/05/2002)
Con Doug Aldrich alla chitarra, i Dio tornano a un heavy metal diretto e potente. I testi riprendono l’immaginario simbolico caro alla band, tra draghi, ragni, pericoli e cadute, come nelle title track Killing the Dragon e in Along Comes a Spider. Aldrich rimarrà nella formazione fino al 2003, prima di dedicarsi ai Whitesnake.

- Killing the dragon [Uccidere il drago]
- Along comes a spider [Arriva un ragno]
- Scream [Urlare]
- Better in the dark [Meglio al buio]
- Rock ‘n roll [Rock ‘n roll]
- Push [Spingi]
- Guilty [Colpevole]
- Throw away children [Figli buttati via]
- Before the fall [Prima della caduta]
- Cold feet [Ripensamento]
Master of the Moon (07/09/2004)
Ultimo album in studio della band, con Jeff Pilson nuovamente al basso. I testi alternano introspezione e fantasia oscura, esplorando temi come identità, potere, destino e inganno, in brani come Master of the Moon e The Man Who Would Be King. Pubblicato nel 2004, rimane l’ultimo album in studio dei Dio realizzato durante la vita di Ronnie James Dio.

- One more for the road [Un’altro drink prima di andare]
- Master of the moon [Il signore della luna]
- The end of the world [La fine del mondo]
- Shivers [Brividi]
- The man who would be king [L’uomo che volle farsi re]
- The eyes [Gli occhi]
- Living the lie [Vivendo una bugia]
- I am [Io sono]
- Death by love [Morte per amore]
- In dreams [Nei sogni]
Traduzione altre canzoni di Ronnie James Dio
- Metal will never die [Il metal non morirà mai]
- Electra [Electra]
